Oggi pomeriggio ho ricevuto una e-mail da ARTURO CURA' con allegato un commento che ha inviato al blog di ALDO GRASSO critico TV per il Corriere delle Sera. Ho pensato di estendere la piacevolezza di questo scritto a tutti i lettori (il Gran Maestro non lo vuol fare).

La mia idea era di aprire un dibattito di CRITICA TELEVISIVA aperto a tutti. Lo scritto di Arturo ed un mio breve commento dovrebbe servire come base di partenza.

 

Risposta di Arturo/Remo 10:16 - 13/03/12

Carissimo Remistico,
eccoti fresco fresco di giornata il mio commento allo sciagurato
programma di venerdì su Rai3 dove la Costamagna è naufragata: apposta il
programmasi chiama Robinson!!!!
Tu sai quanto ami questa biondastra sderenata e starnazzante. Ma vedermela
sulla RAI3 mi è sembrato troppo.
Così procede il mondo della TV. Meno male che ormai quotidianamente navigo su
Internet.
Ti consiglio di farlo. Vai su RAI TV e puoi vederti bellissimi programmi e splendidi film su
Rai4, Rai5, RaiMoovie.... che dovremmo avere sul maledetto digitale terrestre che non ci è
ancora concesso di vedere. E adesso, avanti, fatti un paio di risatine in compagnia della "Costa Scrociata".
Ciao
Arturo
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E dopo il Giglio ecco a voi la "COSTA MAGNA"

Il debutto di "Robinson" (un altro Talk show!) è l'ennesimo naufragio di una TV incapace di percorrere rotte nuove. Nel bel mezzo di una scenografia che ondeggia tra "L'isola dei famosi" e "La talpa", ecco apparire come conduttrice-
piratessa la Luisella Costamagna esule da La7 e approdata sulla spiaggetta formato Rai3. Finalmente agiva in solitaria non avendo più tra i piedi quel rimorchiatore ingombrante di Telese/Venerdì!
Poteva essere perciò l'occasione per ridimensionare il perpetuo stridio vocale e le interruzioni sugli interventi degli ospiti... Invece la Costa Magna ha retto solo mezz'ora dopo di che, alla ricerca forsennata delle domande ficcanti, si è scatenata prima con l'on.Mara Carfagna e poi con Pippo Baudo trovando però pane per i suoi denti. Infatti è subito naufragata nel cicaleccio da "lavandere" con l'ex Ministra che l'ha subito messa in riga. La "Costa Stridente" ha dovuto capitolare ma, non contenta, si è beccata un'altra sberla da Pippo Baudo ovviamente interrotto. Il Decano della Tv le ha impartito sui due piedi una bella lezioncina di educazione televisiva.
Ce n'era per andare a tappeto ma scommettiamo, caro dott. Grasso, che la Costa Magna la prossima volta andrà di nuovo a schiantarsi contro qualche altro scoglio?
Non ne può fare a meno. E' nel suo DNA!

Arturo Curà 12 Marzo 2012

 

 
Risposta di Remo/Arturo 10:22 - 13/03/12

Caro Prode Arturo

quando affermo che tu mi hai sempre trasmesso dosi massicce di cultura e di sano divertimento tu tendi a sminuirti ed a rifiutare le mie lodi, ma questa lettera ad Aldo Grasso è un autentico capolavoro di acutezza intellettiva, di maestria introspettiva e di pura essenza dell'umorismo.

Non ho visto la trasmissione ma sul web sta girando il video dell'intervista alla CARFAGNA e tutti concordano che la COSTA MAGNA ha fatto un perfetto carakiri. Voleva umiliarla per i suoi precedenti con il Berlusca (non so di che genere ma non mi interessa) ed invece mi ha fatto sovvenire il motto: chi di spada ferisce di spada perisce.

Voleva fare delle domande " ficcanti " ma si è suicidata rimediando una disdicevole figuraccia mediatica.
Non so invece nulla della lezione di stile che ha preso dal Pippo Baudo ma ora vado a fare ricerche sul web.

Ti ringrazio per avermi reso partecipe, come sempre, delle tue performance estremamente goderecce.
Ciao. Remo.

 
Risposta di Remo Ponzini 12:25 - 13/03/12

Caro Prode Arturo,

Sono senz'altro stato prepotente e pure tracotante nei tuoi confronti. Non ho rispettato la tua privacy (ma che roba è ???) facendo pubblicare dal Gigi una e-mail personale che mi avevi mandato.
Tu in questi ultimi anni hai scritto fiumi di commenti con una sagacia ed un senso dell'umor davvero ragguardevole. Non posso certo chiederti di riversare tutto quello che la tua mente partorisce su questo forum ma vedi, almeno, di renderci partecipi dei dotti scritti che indirizzi a Vittorio Zucconi di Repubblica ed a Aldo Grasso del Corriere.

So e sappiamo benissimo che possiamo andarceli a cercare sui siti di questi due giornali ma tu, con un banale copia-incolla, potresti rendere tutto più semplice e scorrevole. Vedi di superare la tua ritrosia ed il tuo timore di apparire troppo saccente. Mamma natura e la tua applicazione personale ti hanno reso particolarmente versatile e colto ma se tu non lo manifesti e non ce lo riversi ci impoverisci, ci defraudi.

Mi rendo conto di averti, molto subdolamente, insinuato un senso di colpa ma ormai ero alla frutta e non sapevo quali altre strade percorrere. Con il supporto di Gigi ti abbiamo aperto un varco chiamato forum. Aspettiamo i tuoi rigurgiti e non ti faremo mancare le nostre osservazioni e/o contrapposizioni.

Ciao. Remo.

 
Risposta di Claudio Agazzi 17:05 - 13/03/12

Buonasera

Stupendo questo sipario (siparietto è riduttivo) tra Remo e Arturo. Mi permetto di definirli, in ruoli diversi, due grandi che abbiamo la fortuna di annoverare tra i nostri concittadini.

Con loro la cultura non morirà mai e con essa la capacità di scrivere, di argomentare. Di essere allo stesso tempo pungenti, ironici ma eleganti. Un po' più focoso Arturo (non potrebbe essere diversamente: si trasmette solo se si ha dentro il fuoco, la passione, la vita) ordinato e galante il Remo.

Grazie a tutti e due.

Claudio Agazzi

 

 
Risposta di Zucconi/Curà 20:00 - 13/03/12

La sacristia degli impostori

Quando un esponente di partito come Alfano comincia a menarcela con i “valori morali”, il “piccolo cuore di una vita che batte in grembo”, la “santità della famiglia”, magari a nome di un padrone che – modestamente – di famiglie ha sfasciate almeno due, è segno infallibile che non ha niente da dire. E non ha nessuna proposta politica o economica seria da fare. Appunto come Agnolino Alfano in Italia o come Sancta Santorum in America. Un tempo era il patriottismo, oggi è il moralismo l’ultimo rifugio degli impostori.

VITTORIO ZUCCONI

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Caro Direttore, devo confessarle che l’Angiolino bell’Angiolino ogni volta che lo vedo e che lo ascolto mi istiga al suicidio ma resisto: questa Italietta teleguidata da gnomi della politica mi ha creato qualche utile anticorpo! Ma questo “coniglietto animato” a chi può rivolgersi se non a quegli italiani/e che per anni hanno incensato il Bunghero difensore della famiglia, hanno creduto nella sua onestà cristallina e perfino alle nipoti di premier egiziani? E’ chiaro che l’Angiolino non può essere che l’altoparlante del suo padrone il quale con salti avvitati e carpiati cerca di conquistare il popolo che va in chiesa e che perciò perdona ogni peccato perchè siamo tutti peccatori, vero direttore?
Ma a proposito di moralismo pericattolico noi italici non badiamo a spese, basti pensare ad un certo Fioroni e la storica foto di gruppo è fatta.
“Canta che ti passa” ci dicevano i nostri nonni. Va beh, io ci provo e se ne ha voglia, caro Zucconi, mi segua: la canzone dovrebbe saperla.
“Oh Angiolino bell’Angiolino, innamorato io son di te,,,” eccetera.

Arturo Curà

 
Risposta di ZUCCONI / CURA' 23:02 - 13/03/12

VITTORIO ZUCCONI

Ego non te absolvo?

A proposito del post precedente sul falso moralismo dei sepolcri imbiancati che si mettono a fare prediche quando non hanno più idee o balle da vendere agli elettori. L’Istituto Guttmacher, il più autorevole centro di ricerca  americano sui comportamenti sessuali ha rilevato che il 98% delle donne cattoliche americane – diciamo pure tutte – fanno tranquillamente uso di contraccettivi, in barba a omelie, divieti e prediche. E interrompono volontariamente le gravidanze non volute esattamente come tutte le altre donne.
La gerarchia di Santa Romana Chiesa predica sempre più a un gregge che non la ascolta. E’ colpa del gregge o è colpa del pastore se non si ascoltano e non si parlano più? Ricordo quando nelle Filippine intervistai il card, arc. di Manila, Sin e gli chiesi come si potesse conciliare la dottrina ufficiale sulla  procreazione con il problema della natalità che stava sfiancando la nazione.
“Guardi che le donne filippine cattoliche fanno esattamente come le altre, ma poiché sono fedeli fanno lo shopping dei confessori fino a quando ne trovano uno che le assolve”. Fece un sorriso e aggiune: “Di solito un Gesuita”.

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ARTURO CURA' 13 marzo 2012 alle 21:07

Sappiamo tutti, o dovremmo sapere, caro dott. Zucconi, quali furono gli atteggiamenti di Cristo davanti ai “sepolcri imbiancati” dei Sacerdoti del Sinedrio. Gridò più volte “Guai a voi, razza di vipere!!!”
Quando la Chiesa Cattolica abbastanza sciaguratamente ha creato le Gerarchie Ecclesiastiche in tutto simili a quelle del Tempio di Gerusalemme diventando un Potere ad ogni effetto, ha contravvenuto ai dettami del Vangelo di Gesù che aveva ben altra visione sul rapporto uomo-divinità. Da qui la creazione sempre più riottosa e grifagna di una casta sacerdotale che, secolo dopo secolo, predicò male e razzolò peggio.
A capirlo fu Francesco d’Assisi ma il fraticello era così rivoluzionario, così umile e così in pace con gli uomini e il creato che per poco non venne cacciato dai cardinaloni del tempio.
Dopo di allora la Chiesa Cattolica Romana si guardò bene dal seguire il Vangelo di Francesco considerato un pazzo scatenato e continuò a pontificare, organizzare guerre, “accumulare tesori su questa terra” e mettere al rogo chi aveva vedute non in regola eccetera….
E’ chiaro che il dialogo Chiesa/Fedeli si andò affievolendo col passare dei secoli e ultimamente, con un mondo sempre più secolarizzato, si arrivò a non ascoltare più i suggerimenti sempre meno adeguati ai tempi di una Chiesa ormai afasica, sbandata e persino corrotta.
L’ego te absolvo oggi non ha più quel valore un poco terroristico (il fuoco dell’inferno ) che obbligava i poveracci a procreare anche se non avevano un piatto di minestra per i figli “venuti al mondo come conigli”. Di conseguenza ognuno ormai cerca, quando può, di costruirsi un senso religioso personale confidando nella immensa clemenza del Padreterno.
Mi scuso per la predicaccia.

Risposta di Luigi 12:08 - 14/03/12

Sono sempre rimasto incuriosito da questa stranezza nella incongruenza tra "realtà e ideologia" del Dott. Vittorio Zucconi: è un giornalista di prim'ordine e tutto d'un pezzo che mostra la sua marcatura di sinistra, ma che al momento di scegliere la cittadinanza vira verso quella statunitense!!!!!

Ma come mai???? Ma perchè???? E' stato inviato a Parigi, a Mosca, a New York, ma dei 3 paesi sceglie poi gli Stati Uniti, la terra del consumismo e del capitalismo lontano anni luce da quello che dice e predica in TV ed in radio!!!!
Eppure la Russia è pure un grande paese!!!!!

Ma quanto è strano questo giornalista, eppure è coerente perchè rimane ancorato all'odio per Berlusconi e agli uomini del suo intorno che per lui non hanno idee!!! O forse avendole diverse dalle Sue..... non possono essere idee valide??????

In effetti poi si scorda che Lusi che sta dall'altra parte di Alfano, le idee le ha sempre avute chiare fin dall'inizio... di quello però Vittorio si dimentica di discutere...

E poi questa solita ricorrente idea di avversità alla Chiesa che va criticata finchè si è in vita..... poi quando si sta per giungere alla fine del proprio percorso.... di solito..... si cambia subito idea per cercare l'America anche nell'aldilà????

 

Risposta di Lorella Aviano 16:07 - 14/03/12

Critica televisiva: La trasmissione "Le storie - diario italiano" di Corrado Augias (che io riesco a vedere a casa dei miei alle 12.45) dal 12 marzo viene replicata la sera dopo Blob andando in onda dalle 20:15 alle 20:40 (questo è quanto ho appreso da uno spot): non sono ancora riuscita a intercettare la replica serale ma lo consiglio vivamente: uno dei pochi programmi che potrebbe farmi dire che il canone rai non è inutile ..
Qualcun'altro ha una predilezione per un programma che ha una collocazione oraria ingrata? (alba, seconda serata o notte fonda) e che invece vorrebbe vedere nella fascia delle 20?

 

 
Risposta di Arturo Curà 16:40 - 15/03/12

BRIGNANO IN PARADISO

Gentile dott. Grasso, mi chiedo quando finirà il carosello insostenibile di personaggi artefatti che sproloquiano in romanesco ad ogni ora del giorno e della notte.
Per carità, i romani nascono "battutari" e a volte bene rappresentano con autoironia il paese volgare e caciarone ( Sordi ne è stato il più alto emblema ) ma questa ossessiva ricerca dello spirito alla vaccinara crea la noia e il fastidio del dejà vu.
Ma fosse solo per le battute, si potrebbe soprassedere... il fatto imperdonabile è che la lingua italiana in salsa trasteverina è atroce e di una banalità sconcertante: persino la sublime Venier, quando vuol siglare qualche suo pensiero conclusivo, lei che è veneta, ti caccia lì un "se vedemo" accavallando la gamba telegenica!
L'ultimo esempio recente è lo spot della Lavazza, uno spot da sempre divertente a parte quello dove presenziava una avulsa Giulia Roberts. La nuova serie ci propina il comico (?) che va per la maggiore, un Brignano già ingombrante e volgare di per sè e che dialoga con san Pietro a botte di "aoh! E quando se magna? " davanti ai cancelli del paradiso.
Ma si possono toccare questi "fondi di caffè"?

 

Risposta di Lorella Aviano 18:59 - 16/03/12

E' inutile l'Italia sarà fatta ma... gli italiani, anche dopo 150 anni...sono ancora "da fare".
Non voglio difendere Brignano ma se è romano perchè può far fastidio se parla in romanesco? L'inflessione e le battute lo caratterizzano ("aoh..qui quanno se magna?" è proprio una autocritica, a mio avviso, al caciarone romano), come l'inflessione veneta della Venier (pur non essendo la mia conduttrice "preferita"), se le scappa un "se vedemo" potrebbe essere perchè vive a Roma. Insomma abbiamo tante regioni e altrettanti dialetti.. se il più grande studio televisivo fosse a Parma..parlerebbero tutti parmense (o parmigiano :)) a qualcuno può dar fastidio il topino bianco che inneggia al Parmareggio, o l'inflessione della signora che presenta le tagliatelle emiliane Barilla.. dai, cerchiamo di essere più tolleranti verso le differenze.
Mi scusi Sig. Curà, se mi permetto questo appunto, io non la conosco ma la seguo con molto rispetto (e proprio questo rispetto mi ha fatto essere molto indecisa se era il caso di esprimere il mio pensiero) ..la seguo anche nella critica costruttiva a una produzione in overdose di talk show (tralaltro concordo, malamente condotto nella prima puntata) .. ma non in quest'ultimo intervento.
Sono sicura che capirà lo spirito delle mie parole.

Risposta di Arturo Curà 14:13 - 17/03/12

Gentile Lorella Aviano,
assolutamente non deve scusarsi per la sua risposta... ci mancherebbe altro!
Anche perchè in linea di massima la sua visione "patriottica" dell'Italia dei dialetti è giusta, però.
Però ci dovrebbe essere qualche limite al profluvio di accenti e frizzi e lazzi "romaneschi" e quasi sempre "solo" romaneschi che imperversano ormai da 60 anni in TV. E' diventata una gogna telematica, visto che anche fior di "giornalisti" si lasciano andare alla pronuncia capitolina il che non è affatto professionale.
Un tempo, quando la TV era civile, tutti parlavano un correttissimo italiano privo di inflessioni ed era un piacere. Per entrare in Rai si dovevano affrontare decine di provini e se anche la più bella donna del regno aveva inflessioni dialettali, i casi erano due: o se ne andava a scuola di dizione o la Rai se la scordava!
Così andava il mondo di allora.
Adesso qualsiasi cretino può entrarci in casa, basta che abbia la spintarella del politico di turno. E non di rado ( capiterà anche a lei ) questi personaggi ( gli inviati, i commentatori e affini ) si mangiano le parole, scivolano, boffonchiano, "zagajano" detto alla romanesca, al punto che ogni volta chiedo a mia moglie: "Che ha detto?" e lei " Non ho capito!". Benissimo.
Per un cosidetto "comico" di oggi ( ma dove sono? Ci sono, a parte qualche mosca bianca? )pare che la parlata in "slang" regionale sia necessaria per farsi distinguere. E fin qui andrebbe bene ma la noiosa sovrabbondanza di comici con la cadenza all'amatriciana, sempre greve, burina quando non volgarmente insopportabile, è diventata per me un fatto umiliante.
E pensi, mia gentile signora Aviano, che sono sempre stato e sono tuttora un malato cronico del linguaggio romanesco quando però è strettamente necessario.
Ma oggi i romanzi e i film di Pasolini, i personaggi che animavano le opere di Fellini, Anna Magnani, i comici veri come Paolo Panelli, Bice Valori, Aldo Fabrizi etc. etc. non li ricorda più nessuno. A sostituirli ci sono i loro stucchevoli imitatori tra cui, per tornare a bomba, questo Brignano che non rappresenta nulla: solo l'ingombrante volgarità del guitto che sicuramente non fa del bene alla Capitale.

Mi scusi per lo sproloquio.
Un saluto cordiale.

 

Risposta di Lorella Aviano 20:17 - 18/03/12

Grazie, Sig. Curà, per la sua risposta così cortese.
Non considero i suoi commenti come sproloqui, anzi sono sempre stimolo per una riflessione. Un saluto altrettanto cordiale da parte mia, buona serata.

 

Risposta di Roberta Camisa 10:24 - 19/03/12

Caro Arturo,
condivido a pieno le tue opinioni su "er romano de Roma" e il romanesco più coatto che ci sia di cui è invasa la nostra televisione. Ne ho talmente le tasche piene che non voglio neanche più sentirmi dire che Roma è la città più bella del mondo (?!?), tanto mi ha stufato il parlare romano.
Dirò di più: sorvolerò sul fatto che il 90% delle fictions/films sono ambientati a Roma, che già mi sembra gravissimo, ma anche in quel poco ambientato in altre città, spesso gli attori (di cui la maggioranza ha frequentato le scuole di recitazione guarda caso a Roma) non ce la possono proprio fare a togliersi la parlata da borgataro di bassa lega! Ad es, in una fiction appena trasmessa da Rai1 (la Certosa di Parma, inguardabile per molti altri motivi) la Mastronardi, attrice pure carina e promettente, ma educata ahimè nella scuola "teribile" dei Cesaroni, interpretava una giovane nobile del nord Italia che però parlava con accento "de Roma": ma si può?
Ma gli attori non dovrebbero andare a scuola di dizione, non dovrebbero essere in grado di parlare con accenti/dialetti diversi se il copione lo richiede?
Un saluto
Roberta

 

Risposta di Arturo Curà 13:12 - 19/03/12

Confermo in tutto e per tutto le parole di Roberta. Però, meraviglia delle meraviglie, ieri sera la fiction sul celebre maratoneta, sciorinava una bella e leggera parlata emiliana e il protagonista, credo siciliano, ci riusciva in maniera quasi perfetta.
Ma qui voglio, sulla solita spinta del remistico Ponzini, inserire il pezzetto che Aldo Grasso mi ha pubblicato.

TeleVisioni
di Aldo Grasso

Arturo Curà Lunedì, 19 Marzo 2012
GESU', GIUSEPPE, MARIA!

 Caro dott. Grasso, ha visto?
Ci risiamo con una Rai mistico/televisiva che, forse per fare ammenda, dopo i peccati mortali delle Certose di Parma e delle Anite Garibaldi, si butta sul sacro. Infatti in concomitanza con le festività pasquali ci verrà offerta l\'ennesima fiction a carattere religioso: "Maria di Nazareth". Mi è bastato vederne l\'anticipazione per rabbrividire: una improbabilissima Madonnina (?) di plastica che nemmeno il più melenso polpettone hollywoodiano anni \'50 avrebbe ammannito e una Maddalena (???) appena scesa dalle passerelle Milano Moda che sfida i cattivoni a lanciarle le pietre. Mah..... Il tutto annegato dentro un\'atmosfera zuccherosa tipo Colomba Motta che senza dubbio manderà in sollucchero le aficionadas del genere finto religioso.
Se il buon giorno si vede dal promo, andiamo bene!

 

 
Risposta di Remo Ponzini 16:10 - 19/03/12

Ho letto il commento di Lorella (che stimo moltissimo) ed ho capito la sua preoccupazione che ha esternato a tutela delle numerose lingue del nostro passato.
Ma purtroppo, già dagli anni 60/70, il romanesco ha iniziato ad esondare dagli schermi della TV con un impeto tale da divenire, di fatto, una parlata parallela a quella nazionale.

E quando, dalle doverose tutele culturali, si deborda nelle "sacre imposizioni" inculcate con modi molto surrettizi, si generano quelle ripulse che sono state perfettamente illustrate da Arturo e dalla Roberta.

Penso che sia capitato a tutti di inserire, nell'abituale cicaleccio che facciamo con amici, parole gergali in dialetto romanesco.
Lo facciamo inconsciamente, perchè così si usa, perchè così si dice e si scrive, perchè abbiamo ingurgitato sbobba anzichè insegnamenti.

Sono stati proprio i bombardamenti mediatici a cui ci hanno sottoposti per decenni a farci assimilare queste contaminazioni linguistiche.
E questo è accaduto, sopratutto, perchè la nomenclatura romana si è impossessata della televisione pubblica manco fosse "cosa o casa nostra".
Perchè le tutele culturali, che un tempo presidiavano scuola e società, infrattandosi con ciucci ed inciucci romani, si sono ammorbate, forse irreparabilmente.

Ciao a tutti.


P.S.
Caro Gran Maestro Arturo,
mi sta benissimo che l'attore siculo riesca a sciorinare una parlata in leggero accento emiliano. Questo è indubbiamente un pregio e lo hai rimarcato.
Ma ritornando all'invasione barbarica del romanesco, mi ricordo perfettamente che, alcuni decenni fa, mi avevi "ripreso" perchè, nei nostri sproloqui
per le pubbliche vie, anch'io ero solito burinare qualche verbo in quell'idioma che, testè, ho tanto vituperato.
Evidentemente, parimenti all'apparato ecclesiastico, predico bene e razzolo male. Ma ricordo ancora benissimo la tua reprimenda, anche se molto amichevole.
Grazie per il continuo travaso degli interscambi con Grasso/Zucconi che tracimano di sferzante ironia. Ma non demordere !!!

 
Risposta di Curà / Zucconi 17:58 - 20/03/12

Caro dott. Zucconi,
di porcata in porcata, questa Italia da “Tutti a casa”, gira e rigira, non riuscirà ad avere una legge elettorale se non perfetta, almeno dignitosa. “ Signor tenente, qui succedono cose da pazzi… gli americani si sono alleati coi tedeschi!!! ” Ricorda l’Alberto Sordi simulacro di un Paese allo sbando? Ecco. Siamo ancora a questo punto. Una classe (classe?) politica (politica?) che ha gettato la maschera lasciando in scena dabbenaggine, incapacità, paura di perdere i privilegi, inconcludenza, litigiosità su tutto, e potremmo continuare.
Prendiamo per esempio la Sinistra, sempre che esista ancora. Una sinistra che si è talmente spompata a urlare per 17 anni contro il Berluskaizer, che pare non avere più fiato nè energie vitali in corpo.
Non c’è, non fa sentire la sua presenza, si è accoccolata sotto l’ala protettrice di un “governo tecnico”, paurosa di rompere l’equilibrio attuale e tremebonda davanti ad ogni possibilità di incidere presso il suo elettorato, si dice, abbastanza stanco.
Insomma non ha, come facilmente si dice oggi, le palle! Di conseguenza, davanti alla scelta più che obbligatoria di far cadere il “porcellum” una volta per sempre, non sa che pesci prendere tentennando, alambiccando, sempre appesa ai lampadari di una non politica miserevole.
Risultato? Aprile è alle porte. Non avevano detto che entro il prossimo mese si sarebbe fatta una nuova Legge Elettorale? E io dovrei andare alle urne per gratificare ancora una volta la maialata oscena di quel pirla di Calderoli?
Se lo scordano.

Arturo Curà - 19 marzo 2012 alle 14:04

 
Risposta di Remo Ponzini 18:00 - 20/03/12

Caro Gran Maestro Arturo,
mi sto chiedendo anch'io a che cosa servono quei 955 tristi figuri che occupano, impropriamente ed inutilmente, il parlamento italiano.
Alla prima seria difficoltà sono stati bellamente accantonati in un cantuccio (meno male) a fare i fantocci/fantozzi e per tappare le falle, che loro stessi avevano prodotto, si è dovuto andare ad attingere altrove. Uno squallore a 360 gradi che non ha risparmiato nessuna forza politica.
La descrizione che ne hai fatto sintetizza perfettamente il livello di squallore ed il degrado che abbiamo raggiunto.
Ad a noi cittadini, cornuti e beffeggiati, non resta che prendere atto che tutto questo impasto ci costa 24 miliardi all'anno.
Alleluia !!!

Ciao. Remo.

 
Risposta di Zucconi / Curà 14:25 - 23/03/12

23 marzo 2012

American pirla di Vittorio Zucconi

Rod “Blago” Blagojevich, ex gBlagojevich Corruption Probeovernatore del grande stato dell’Illinois, già importante figura dello stesso partito del presidente Obama, con il quale è ripreso nella foto, è entrato qualche giorno fa nel carcere federale di Littleton, Colorado, dove sconterà la condanna a quattordici (14) anni per corruzione. Chiedeva contributi in cambio di incarichi, pensa te che pirla, come direbbe il governatore Formigoni. Per ordine del giudice, non potrà uscire in libertà condizionale prima di avere soggiornato almeno 11 anni e sei mesi in galera. Aveva tentato di difendersi sostenendo che si trattava di un processo politico e il tribunale lo ha preso a (giurisprudenziali) pernacchi, mentre il capo del suo partito, il Presidente, lo scaricava come un sorcio morto, senza neppure sognarsi di lanciare accuse alla magistratura. L’America ha molti e gravi difetti, ma ogni tanto qualche soddisfazione la dà.

Arturo Curà - 23 marzo 2012 alle 14:01

Ma, quando mai, caro Direttore, gli italiani hanno avuto il senso della Giustizia? Lei sa quanto noi che l’uomo da invidiare e da imitare è sempre stato quello ” che si è fatto da solo” arricchendosi quasi sempre alle spalle degli altri, facendo il furbo, giocando la partita su più tavoli, insomma barando e infischiandosi delle leggi e della dignità poichè i soldi ( tanto in America quanto in Italia! ) contano, eccome! Se, per puro caso, qualcuno viene pizzicato, quanto tempo impiega una Giustizia a dir poco Bizantina a sistemare il corrotto nella cella, dopo avergli decurtato la pena almeno dieci volte ad ogni ripresa del processo? Questa commedia di Arlecchino fa parte del nostro DNA, non facciamo finta di non saperlo….
Ormai troppi sono i casi davanti ai nostri occhi, talmente troppi che ci abbiamo fatto l’abitudine e quando un Magistrato minaccia sanzioni per la categoria dei “furbi” ( malavitosi, mafiosi, politici ) subito si grida allo scandalo di una Giustizia di parte ( le toghe rosse!). Non usciremo mai da questo girone dantesco. In fin dei conti ce lo meritiamo. Abbiamo avuto fior di Maestri che si sono spompati per farci capire la situazione di un paese corrotto e allo sbando: qualcuno di ha lasciato le penne e siamo tutti accorsi ai funerali battendo le mani per poi dimenticare tutto…
Abbiamo avuto scrittori, poeti, registi di cinema che hanno imbracciato, e imbracciano ancora le armi per aprirci gli occhi, ma oggi chi legge e guarda i film cosidetti “impegnati”? Tutti guardano la Televisione che è diventata il palcoscenico ributtante dove gli stessi inquisiti appaiono e pontificano sostenendosi tra di loro. Senza vergogna, E noi quando andiamo a votare chi votiamo? 
Ce li meritiamo questi cialtroni corrotti, ce li meritiamo!

 
Risposta di Arturo Curà 15:41 - 28/03/12

da TeleVisioni di Aldo Grasso

ARTURO CURA' - Mercoledì, 28 Marzo 2012

FO e il CULT POP SPOT....

Gentile dott. Grasso,
mi perdoni se torno volentieri su un argomento già trattato.
Dunque anche Dario Fo, ora pittore a tutto campo, ha ceduto alla Chimera televisiva. 
Lo si era visto di recente, coadiuvato da una Franca Rame imbarazzante, in una puntata di "Servizio pubblico" dove ha sproloquiato su quel genio del Celentano osannandolo senza mezze misure ( ahimè, era il tema della serata post sanremese...). 
Il vero motivo in diretta dal suo salotto milanese era però di promuovere l'imminente "rassegna" dei nuovi quadri.
Domenica scorsa eccotelo di bel nuovo, questa volta nel programma meno adatto
a lui, tra gli schiamazzi della Cabello e le cronache rumorose dai campi di calcio. "Che ci fa Dario Fo dentro a questo pollaio?" mi sono chiesto e la ragione è subito saltata alla ribalta: il cult pop spot alla sua "personale".
E' davvero triste vedere un "grande" del teatro, premio nobel e furente fustigatore dei costumi italo/televisivi finire nei talk show di destra e di sinistra per un quarto d'ora di autopromozione.
Ma che gli è successo?
L'ho compianto poiché l'età gioca brutti scherzi, anche ai grandi e ricordando "Mistero buffo" mi sono intristito un bel po'.

Arturo Curà

Risposta di Remo Ponzini 19:09 - 28/03/12

Caro Gran Maestro

Il CULT POP SPOT mi ha fatto spanciare dal ridere. Mi è parsa una comparazione con il CUL che fa la PO-PO. Ci vuole senz'altro una buona cervice per cavar fuori dal cilindro queste arguzie così esilaranti ma tu, questo dono, l'hai sempre posseduto.

Io, contrariamente a te, non ho mai avuto ammirazione per il signor Fo. Non dimentico che costui fu un repubblichino di Salò e che subito dopo,a fascismo caduto, saltò il fosso, divenne un partigiano e si allocò all' estrema sinistra. Ma che bel balzo !!!Neppure il detentore mondiale del salto in lungo sarebbe riuscito a tanto.
E' senz'altro lecito cambiare idea ma a me, questi capovolgimenti/pentimenti fulminii, mi sembrano che olezzino di opportunismo.
E lui, per lavare questa onta che imbrattava il suo passato, dichiarò al Corriere che : " Io aderii alla Rsi per ragioni molto più pratiche... cercare di imboscarmi, portare a casa la pelle".

Penso che sia lecito non credere a questa versione anche se, comunque, non gli farebbe certo onore. Rimasi pure annichilito quando prese il premio Nobel per la letteratura ma può essere che io non capisca un cacchio e/o che sia prevenuto.
Il " Mistero buffo " fu senz'altro molto divertente ed innovativo ma mi pare che, da allora, lui abbia campato solo di rendita.

Caro Arturo, capisco il tuo stupore ed il tuo reflusso nel vedere questa persona fare il Raffaello-saltimbanco negli studi televisivi.
Avrà senz'altro attinto alla scuola di Brunetto Vespa grande imbonitore e recordman mondiale di casa nostra.
Ma può una persona che veleggia verso i 90 anni improvvisarsi pittore ???
Evidentemente la vil pecunia ci fa compiere anche queste prodezze.
Ciao.

Remo.

 
Risposta di Arturo Curà 09:52 - 31/03/12

ad Aldo Grasso "TeleVisioni"

VOLO, IL GRAN SIMPATICO

Ho assistito per due sere consecutive al programma di Fabio Volo e, pur sforzandomi, non sono riuscito a comprenderne né la necessità né la costruzione. Tutto ruota attorno al conduttore che, in nome dell'improvvisazione da "cena di classe", con le mani perennemente affondate nelle tasche ( un tempo si diceva che fosse maleducazione ) vuole apparire obbligatoriamente simpatico. Qualche volta lo è, qualche volta no. Parla molto, questo sì, forse anche troppo ma questo basta per essere subissato ad ogni sciocchezzuola dall'ormai insostenibile pubblico plaudente.
Che dire dei balletti ( Kessler, Rita Pavone etc. ) su grande schermo, riesumati dalla TV anni 60 subito disturbati dalla sguaiata Coreografa che ammaestra il principiante Fabio Volo? Il siparietto finisce, ahimè, per ritrarre la TV scalcagnata di oggi che si sovrappone e disturba la bravura di chi sapeva cantare e danzare. Non parliamo dell'ospitata infelicissima di Stefania Rocca ( un tonfo! ) obbligata a prodigarsi in abbracci e baci insistiti sotto gli sproloqui erotici "in volo" del partner.... e il finto teleoperatore sudaticcio che viene invitato in scena e pare uscito da un cinepanettone d'annata è così essenziale?
Ieri sera gli autori hanno voluto dare il massimo dell'impegno con un omaggio al personaggio Volo ed ecco la scenetta da tv cretina in cui il conduttore viene proposto come un orribile bambino saccente che si sveglia sotto il quadro di un nudo culone di donna appeso alla parete (....... ) e procede tutto il dì sputando sentenze a destra e a manca. Invece di un omaggio è sembrata una micidiale automitragliata alla schiena. Complimenti vivissimi.

Arturo Curà - Venerdì, 30 Marzo 2012

 
Risposta di Arturo Curà 13:20 - 02/04/12

I GUASTAUTORI

Gentile dott. Grasso,
come volevasi dimostrare, qualche piccolo florilegio a proposito di "Maria di Nazareth". Maria al "fidanzato" Giuseppe: "Oggi sei più elegante del solito" .... E ancora: una Erodiade/ Messalina che introduce la (cugina?) Maddalena nel Palazzo di Arcore: "Vieni, cara..... ora ti presento Erode!" Ma quando mai la Maddalena era stata a Corte? Non risulta da nessun vangelo. E allora vai con la strafamosa "danza dei sette veli" che con un improvviso ribaltamento dei ruoli, non viene eseguita da Erodiade ma dalla Maddalena che alla lunga poteva pure essere la nipote di Erode!!!
Ciò che in quel tempo accadde a Nazareth e dintorni lo sappiamo più o meno tutti. E allora perché snaturare la storia e finire nella favola insulsa e zuccherosa magari con una Madonnina al dentifricio Durbans che non smette di sorridere per tutto il primo tempo? Esigenze televisive o micidiale insensatezza? Questa fiction Pasqualina ci ha regalato splendidi squarci di comicità involontaria: il serpente in soggettiva con camera incorporata che striscia verso la Madonna... la Maddalena che assiste alla lapidazione della propria madre ( ma, allora era un vizio di famiglia!) e poi intrighi amori e veleni in quantità. Sorge il dubbio che questi Guastautori non abbiano mai sfogliato una pagina dei Testi Sacri o visto magari di sbrincio un paio di sequenze da il "Vangelo secondo Matteo".
Come molti nostri politici fanno tutto questo a loro insaputa oppure semplicemente non sanno quello che fanno?
E noi paghiamo le Decime!

Da TeleVisioni di Aldo Grasso

Arturo Curà Lunedì, 02 Aprile 2012

 

Risposta di Remo Ponzini 13:44 - 02/04/12

Caro Gran Maestro Arturo

Il tuo commento mi ha procurato una profonda ma anche indefinibile ilarità. A volte, come si suol dire, si è costretti a ridere per non piangere.
Mi è parsa una torta pasqualina più che una fiction Pasquale.
Ma è mai possibile distorcere in questo modo una pagina essenziale del Vangelo che rappresenta pur sempre le fondamenta della religione Cristiana ???
Era così difficile capire che non si può ridicolizzare con travisamenti e sciocche amenità un testo che è sinonimo di verità assoluta per miliardi di persone ???

Che potesse essere un polpettone l'avevi già preventivato in un commento precedente ma una regressione culturale così abnorme era veramente inconcepibile.
Tu, in un sussulto di carità cristiana, ti sei limitato a chiamarli "Guastatori " ma io, che cristiano non sono, li chiamerei " Profanatori ".

" Padre, perdona loro che non sanno quello che fanno " Ho trasformato un tuo interrogativo in supplica. Può essere che il tuo Dio ti ascolti.

Risposta di Arturo Curà 15:50 - 02/04/12

Caro Remo,
vedo che ormai siamo al duetto, cioè, ce la suoniamo e ce la cantiamo che è un piacere!
Mi piacerebbe però avere qualche altro riscontro soprattutto riguardo questa sciaguratissima "Maria di Nazareth". Nessuno dei bloggisti l'ha seguita? E se l'ha seguita è stata di suo gradimento?
Sarebbe interessante avere pareri contrastanti anche perchè, in piena settimana santa, l'argomento diventa quasi indispensabile.
Ieri sera probabilmente molti telespettatori hanno preferito seguire su La7 "La Passione" di Mel Gibson ( e hanno fatto bene!), un tentativo difficile che, malgrado molte défaillances e un surplus di dolore con ettolitri di sangue, non distorce i testi sacri.
Questa sera non vedrò la seconda parte. Ho altri impegni ma, anche se non li avessi, non potrei permettermi di farmi altro sangue cattivo contro questi devastatori del Tempio chiamati autori, sceneggiatori e registi.

 

Risposta di Arturo Curà 13:29 - 10/04/12

Tempo Reale
Il blog del Direttore
Vittorio Zucconi

La piaga nel dito

Si alzano curiose orazioni funebri dei soliti tromboni e delle solite trombette giornalistiche alle esequie politiche della “famigghia” Bossi e del suo Padrino quasi tutte incardinate su una sensazionale scoperta dell’acqua calda: il suo essere stato un magnifico capopopolo e l’aver saputo intercettare umori e malumori di alcune tribù italiane indossando canottierebossi_dito-500x400 anziché grisaglie e drizzando il ditone medio. Wow! Cazzarola! Pure Mussolini si faceva riprendere a torso nudo sulla trebbiatrice e urlava “me ne frego”, capirai che rivoluzione mediatica. Addirittura uno degli oratori elogia il suo avere sacrificato anche la salute alla propria missione, dimenticando che non sappiamo ancora niente delle vere circostanze nelle quali fu colpito dall’ictus e che cosa lo provocò.
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Risposta di Arturo Curà
Caro Direttore, quando mai la nostra bella Italia, soprattutto quella verbaiola e canterina, non ha sprecato elogi funebri su chicchessia, soprattutto se questo chicchessia era un personaggio da dimenticare subito e per sempre? Se la corrente va da una parte, ecco che gli intelligentoni sciorinatori di concetti alti e soprattutto "contro", così, tanto per distinguersi, alzano giudizi, salvano gli incapaci, elogiano gli ignoranti.
E' la nemesi dei bastian contrari.
Inutile tessere elogi, questi sono i giorni di un "redde rationem" piuttosto amaro per il Capopopolo leghista, quello che, bava alla bocca e medio eretto, non perdeva occasione per accusare il resto d'Italia e Roma soprattutto di ladrocinio istituzionalizzato.
I tromboni paduli, aizzati poi dai colonnelli alla Borghezio e dai Ministri alle Porcate come Calderoni eccetera, per parecchi anni ci hanno stordito e c'era più di uno che dava loro ragione, perchè ragione in certi casi ( la corruzione ) ce l'avevano.... Ma poi?
Poi sappiamo come sia andata a finire questa grande messa in scena con barbe verdi su prati verdi e note di Verdi rubate alla nazione.
Qui su al Nord si dice "finire in braghe di tela" in barba ai cerchi celtici e magici, alle ampolle sacre ad Odino, al dio Po e ai supercolossal tv su Barbarossa.
Mi chiedo una cosa, caro Zucconi: che sia stato proprio il tonfo cinetelevisivo del polpettone leghista a portar male alla Lega?
Un fatto positivo però rimane: per un po' di tempo avremo modo di divertirci perchè, dopo l'eclisse del Bunghéro, c'era necessità di dare una mano ai talk show in caduta libera e di offrire materiale succulento ai comici in crisi, poichè la padania, lo sanno tutti, è generosa non solo di polenta ma anche di Trote e di Polli.

 
Risposta di Arturo Curà 17:13 - 23/04/12

PER DUE SERE C'INCONTRAMMO PER FATAL COMBINAZION

Accidenti, ma in questa TV da ipermercato dell'usato non capiterà più un quarto d'ora di semplice intrattenimento con facce nuove e idee brillanti che non ci propinino il solito indecente minestrone pluririscaldato?
Considerate le ultime due "opere di misericordia" targate Rai 1 evidentemente no: due brodaglie rimestate dal logoratissimo duo Conti Clerici.
Lo "show tale e quale" del venerdì ( un nome, una garanzia ) s'innestava su un'idea da far tremare vene e polsi come si diceva un tempo: davanti ad un pubblico dall'applauso coatto e alla ormai onnipresente e inutile Giuria alcuni "artisti" di buona volontà si esibivano nell'imitazione di Cantanti celebri: un trionfo tutto all'insegna del visto e rivisto male, e del cantato e ricantato peggio.
Con uno scatto di genialità non sono mancati i filmati retrò su esercizi corporei e imitazioni canterine supportate dal fantasioso "trucco e parrucco" come cinguettava felice il Conti al cioccolato ferrero che, per stare in tema, scimmiottava la Carlucci sotto le stelle. Pensi che novità, dottor Grasso!
Poi sotto le insegne di vecchie bandiere scolorite nei cieli della Lei, il programma del sabato melassoso marca Clerici tutto sospiri, rimpianti, ricordi e foto d'epoca si fondava sull'incontro di due che si erano incontrati o amati e che "per fatal combinazion" non s'erano visti più... ( " come pioveva, come pioveva...")
Già il "Carramba che sorpresa", massima punta del nazi pop all'italiana, era faticoso... che dire di questo slavatissimo ricalco con la Clerici tutta d'oro che esclamava arrancando su per la scala "Ma che bello questo valzer... alzatemi l'audio che me lo voglio ballare!"? Appunto, che dire?
Quando in scena è apparso poi un bambinello che raccontava di aver incontrato e perduto in due e due quattro la bambina del suo cuore su una nave da crociera ed era lì in televisione nella speranza di ritrovarla, sono esploso in un urlo irrefrenabile: "Peccato che non eri sulla Costa Concordia!"
Accosciata accanto all'imberbe Romeo in cerca della sua Giulietta, la Clerici navigava forza nove nel brodo di giuggiole di cui è antica maestra sfiorando inavvertitamente il Giglio!
Due clamorosi successi al botteghino dell'auditel, suppongo.

Risposta di Remo Ponzini 17:16 - 23/04/12

Caro Gran Maestro

Ho letto con la solita goduria la tua divertente critica televisiva che hai postato nel sito di Aldo Grasso.
Io raramente mi attardo a seguire i programmi Rai o Mediaset e, mai e poi mai, quelli condotti dalle varie Clerici, Venier, Brignani & C..
Quindi mi limito a leggerti su questo Forum, senza aggiungere critiche alla critiche, perchè con il tuo humor mi solletichi e mi induci al sorriso.

Presumo che tu ti "sacrifichi" a seguire quelle brutture, non per una sorta di stoicismo eroico, ma per il sommo piacere di mitragliarle il giorno successivo.
Deduco, da quanto scrivi, che i nostri canali nazional-popolari non sono più in grado di concepire trasmissioni che abbiamo un minimo di originalità, di arguzia e di capacità di divertire. Un vuoto di autori, di conduttori ma anche di ideuzze spicciole senza tante pretese (ci accontenteremmo). Nel degrado generale in cui versa la nostra Italietta mettiamoci anche la TV e buona notte sia.

Stammi bene.

 
Risposta di Arturo Curà 16:25 - 24/04/12

NUDO D'AUTORE

Gentile dott. Grasso,
arrivo con molto ritardo causa danni al computer ma non so se ha visto l'ultima performance televisiva di Crozza a Ballarò. Il comico avvisa il telespettatore che per la prima volta farà l'imitazione di Formigoni. Ebbene, ne è uscita una performance memorabile.
Crozza non inventa nulla, ripete parola per parola quello che il verginal spocchioso mister President ha sparato in faccia ai giornalisti "sfigati" durante l'ormai celebre conferenza stampa.
Da buon genovese risparmiatore non usufruisce dei testi inventati dai soliti bravi autori
( che costano ).... semplicemente usa gratis tutte le battute originali del Formigoni che, per chi non avesse seguito la celebre conferenza stampa, sono diventate le battute forse più azzeccate dell'intero repertorio crozziano.
Complimenti.
Irresistibili le risposte a proposito di cene e vacanze e capodanni regalati "Scusate, ma non ho a portata di mano la mia agenda!"
Così Maurizio Crozza è riuscito trionfalmente a trasformare il sussiegoso bauscia meneghino in un esilarante guitto da Commedia dell'Arte.
Questa volta ad essere nudo sul carro mediatico è stato proprio il "celeste" ciellino impegnato nello streaptease più godimentoso di tutti i 150 anni della nostra Patria Ballerina.
Il Crazy Horse o il Moulin Rouge che sono a confronto del Pirellone?

Risposta di Remo Ponzini 17:01 - 24/04/12

Caro Gran Maestro Arturo,

Sorvolo sulle divertentissime imitazioni del sign. Crozza in quanto hai già provveduto tu con il tuo solito sarcasmo ma il mio pensiero va a questo signore (!) che occupa una altissima carica istituzionale e che è ai vertici del noto movimento " Comunione e Liberazione ".

Ma il comportamento di queste persone non dovrebbe essere consono agli alti ruoli pubblici a cui sono demandati ???
Non dovrebbero essere un esempio ed un modello di rettitudine per tutti ???
Chiedo troppo ???

 
Risposta di Arturo Curà 17:08 - 03/05/12

In questo nostro paese non si scandalizza più nessuno, nemmeno quando certe signore, dopo aver spoliticato, spoliticano tutt'ora in TV sfidando il pubblico col medio eretto o con freddure alla "Totò contro tutti"- Ecco l'ultima: - Alzi la mano chi di voi non ha mai trascorso una vacanza in barca! - copyright by Ombretta Colli.
Non ci si scandalizza nemmeno quando la sublime Vespa Teresa manda in onda "i migliori anni della mia vita" o quando la Lorenza Rai annuncia tagli alle Reti, naturalmente non liquidando le isole, i balli e i pacchi con le stelle ma tagliando i viveri ai Telegiornali.
Così si viene a sapere che il TG1, in crisi di ascolti, ci costa 10,3 milioni di euro mentre il TG3, in ascesa, ne costa 6,7.
Che fa allora la Signora Lei? Con lucidità salomonica tassa il TG3 con la massima pena (800.000 euro) e grazia il TG1 (200.000 euro). Sono gli ultimi colpi di coda mascherati da "Burlesque"?
E intanto, "burlesque" per "burlesque" quella dannosa inutilità di "Qui radio Londra" ogni sera ci costa 3.000 euro!
Ma sì, ma sì... vengo dopo il TG.

Risposta di Remo Ponzini 17:08 - 03/05/12

Caro Gran Maestro Arturo,

Come già affermato io non seguo da diversi anni la varie trasmissioni di: Porta a Porta, Ballarò, Matrix o altre.
Ma la battuta della Ombretta Colli " alzi la mano chi di voi non ha mai trascorso una vacanza in barca " ha fatto il giro dei telegiornali e dei media per la sua dabbenaggine.
E' mai possibile che una persona della sua età e del suo trascorso come cantante e come politico (!!!), non abbia maturato neppure un grammo di decenza e di sensibilità ???
Ma anche la persona più sfrontata, se non altro per scaltra prudenza, avrebbe evitato di fare una simile affermazione in tv dinnanzi ad 1 milione di persone. Evidentemente costei, afflitta da sciatteria mentale incurabile, non si è neppure resa conto che la stragrande maggioranza di persone quella vacanza non può neppure sognarla.

Che dire poi dell'azienda Rai ??? Che è un inno agli sprechi. Vanta oltre 56mila dipendenti (compresi i collaboratori) e per i programmi che mette in onda si avvale, quasi esclusivamente, di produzioni esterne costosissime. Un vero agglomerato di fannulloni fatte le debite eccezioni.
Ci vorrebbe una potatura energica e traumatica per rimettere in sesto i conti. E' evidente che ci sono persone raccomandatissime che non cercano un lavoro per avere uno stipendio ma che cercano solo quest'ultimo senza lavorare. E sennò che mamma sarebbe questa Rai ???

Stammi bene.

 
Risposta di Arturo Curà 14:52 - 04/05/12

ROMA CIALTRONA

Gentile Dott. Grasso,
non voglio dileggiare la Capitale di cui sono da sempre un ammiratore perfino delle sue mancanze ma questo ossessivo accento romanesco esibito ai quattro venti televisivi è diventato insopportabile, suppongo anche agli stessi romani. Perfino il classico Nero Wolf ha l'accento trasteverino.
L'invenzione deve essere piaciuta così tanto a quelli di Saxa Rubra che a condurre il Concertone del Primo Maggio hanno messo Pannofino Wolf il quale in fatto di grevità romanesca istituzionalizzata non si è fatto mancare niente.
Il risultato? Mah...
Un altro "mah" lo voglio dedicare ancora una volta alla nuova edizione del celebre caffè de noantri, questa volta con tanto di "Primavera" del Botticelli
e col Brignano scatenato che fa il giochetto sulle "ali" citando il famoso cantante di "Deborah". Mi piacerebbe sapere se almeno gli autori di questa
bella pensata hanno chiesto a Fausto Leali il permesso di rovinargli la reputazione con la voce di un imitatore trovato nelle vicinanze di Porta
Portese.
Lo spot dove il nostro comico dilaga occupando tutto il Paradiso ( san Pietro l'hanno messo fuori della porta... ) è l'edizione più scalcagnata e burina degli
ultimi 150 anni della Pubblicità Nazionale.
Tristezza, per favore va via!

Risposta di Remo Ponzini 14:53 - 04/05/12

Caro Prode Arturo,
della sfacciata intrusione del dialetto e della cadenza romanesca nella nostra TV nazionale si era fatto cenno poco tempo fa.
Sappiamo benissimo che nell'orbita Rai entrano solo i "romani de Roma" di ogni frangia politica. Lì ogni partito ha il suo trancio di torta commisurato in base alle forze espresse, ai poteri di chi è al governo, a chi eccelle negli intrallazzi ed ai maneggini-maneggioni che hanno trasformato la loro "ars bellica" in una lauta professione.

Ovviamente in questo coacervo maleodorante vige esclusivamente quella che tu avevi definito " la lingua italiana in salsa trasteverina " anche perchè è l'unica che conoscono e che propugnano.
Ma , oltre ai caroselli Brignaneschi, mi sembra che persino i doppiaggi delle produzioni straniere siano caduti sotto questo influsso deleterio.
E come tocco finale dobbiamo persino sopportare la loro infinita protervia e la loro presupponenza.
Almeno ci trovassero un angolino in paradiso visto che loro " possono".

Risposta di Anna Maria 08:40 - 08/05/12

scusate se mi intrometto in queste deliziose "botta e risposta" sul romanesco...vorrei fare un nome "Sabrina Ferilli" e sentire le vostre reazioni...
grazie

 
Risposta di Arturo Curà 11:17 - 08/05/12

Al Dott. Aldo Grasso

CHE C'ENTRA GHINI?

Ho seguito la terza parte dello sceneggiato sul Titanic e devo ammettere che, a parte qualche sequenza non necessaria, il racconto fila via benissimo, i dialoghi sono finalmente scritti " da cristiani", le ambientazioni sono splendide e credibili, la recitazione dei protagonisti ben al di sopra della media. Si dirà che sono attori non italiani ( peraltro doppiati benissimo ) ma, guarda un po', l'unico neo di carattere "attorale" è proprio dell'italianissimo Massimo Ghini mentre la Mastronardi (l'altra italiana ) funziona bene.
Ma che ha questo Ghini che non convince?
E' semplice: ha la spocchia di chi s'impunta a voler far l'attore a tutti i costi, forzando le intonazioni vocali, le espressività facciali, le occhiate da film muto. Insomma un po' trombone. Devo confessare che questo recitare sempre sopra le righe ( il cinema non è teatro! ) non mi è mai andato a genio. Ricordo, per esempio, la sua partecipazione grottesca e disastrosa nel film "La tregua" di Francesco Rosi dove tentava di riprodurre il Sordi di "Tutti a casa" o de "La grande guerra".
Questa ultima sua prova conferma che quando è in scena la finzione improvvisamente prende la piega insopportabile del consueto sceneggiato casereccio.

 
Risposta di Arturo Curà 19:21 - 09/05/12

LA GRANDE FAMIGLIA A PUNTI

Buongiorno, egregio dott. Grasso.
Malgrado i saliscendi da montagne russe con caleidoscopiche invenzioni da cui si potrebbero trarre almeno altre venti sceneggiature, devo confessare che "La grande famiglia" mi tiene agganciato e mi diverte. PUNTO.
Rimbambimento senile? (PUNTO di domanda) Non lo escludo ma è così. PUNTO.
Sono per esempio assai curioso di scoprire il ruolo della inquietante Piera Degli Esposti brava come sempre ma un po\' troppo Strega cattiva. PUNTO e virgola; mi annoia invece il bambino saputello nel ruolo, credo, del piccolo Deus ex machina dell\'intera saga lombarda. Scommettiamo? E mi irrito un poco quando la Stefania Sandrelli, neanche fosse alle prime armi, non azzecca le intonazioni giuste( il regista, forse intimorito dalla "star", non si azzarda a farle ripetere anche venti volte la battuta come dovrebbe ).
Invece mi coinvolge la recitazione corposa e vibrante di Gianni Cavina che metto in vetta alla mia classifica personale con Dieci PUNTI!
Come vede, dott. Grasso, quei pazzerelloni degli Autori mi hanno attaccato il virus del PUNTO con cui immancabilmente ogni personaggio della "Famiglia" chiude la conversazione. Oddio, sempre meglio del "passo indietro", del "detto questo" o "dell'assolutamente sì" ma non vorrei che l'ostinata "punteggiatura" desse il via all\'ennesimo tormentone italo/televisivo!
La Clerici e la Venier farebbero immediatamente la gara del PUNTO croce o erba ad libitum ma chi vincerebbe? La Vespa Teresa col suo classico PUNTO al plastico!

 
Risposta di Arturo Curà 00:30 - 10/05/12

Signora Anna Maria,
il suo breve intervento sulla Ferilli mi ha immediatamente stuzzicato. Non sarebbe la prima volta che la "grande" attrice non passa indenne sotto la mia mannaia, perciò volentieri mi va di (s)parlarne ancora un po'.
Innanzitutto la signora in questione fa l'attrice ma non la è o, se proprio vogliamo essere larghissimi di manica, la è a metà. Anche lei, come il già citato Massimo Ghini, appena apre bocca ha la facoltà di far cadere in due minuti qualsiasi situazione scenica.
N.B. I due hanno fatto qualche disastro insieme compresa la commedia musicale "Rugantino": e pensare che "Rugantino" al suo esordio era stato interpretato dal duo Nino Manfredi- Ornella Vanoni e in seguito da altri bravissimi attori.... bei tempi! Non c'è nulla da fare: la signora del "chi so 'o fà er sofà!" non è riuscita a togliersi quella grevità popolaresca diventata il suo marchio di fabbrica.
Ma, non contenta di recitare così e così, ogni tanto ti fa la comparsata televisiva accolta dai conduttori in ginocchio e dal pubblico più che plaudente e là per là si trasforma nella Vestale della Sinistra sinistrata all'italiana, tale e quale alla celebrata coscia lunga comunista della Parietti, altra donna di estrema inutilità!
Qualche lustro fa Nostra Signora della Roma capoccia ma anche della Roma calcistica, chissà perchè, ha deciso di ringiovanirsi diventando "più bella e più splendente che pria!" ( da "Nerone" di Petrolini ). Attraverso interventi di varia natura è riuscita ad imbruttirsi aggiungendo e togliendo, insomma a roivinarsi per sempre. Sono diventate celebri le due autentiche palle da biliardo che dovevano mettere in risalto gli zigomi....palle che, si dice in giro, ogni tanto le cadono di brutto e lei con una sapiente manata improvvisa le risistema- Et voilà, les jeux sont fait!
La nostra Ferillona, che potrebbe essere anche simpatica, negli anni ha fatto di tutto per guastarsi non solo il viso ma anche la carriera: in molti ricorderanno quello show del sabato sera in duplex con un Lucio Dalla imbarazzato e imbarazzante. Lo show era talmente squinternato che l'Italia intera l'ha dimenticato e perfino la RAI, che in fatto di riciclaggi non è seconda a nessuno, non ne manda in onda nemmeno un minuto. Forse il materiale è stato bruciato.
Insomma questa Star del Gianicolo a cui ho dedicato troppo tempo non rimarrà di certo nei 150 della storia d'Italia. Forse qualcuno fra qualche tempo, nel ricordarla, dirà:" Ti ricordi quell'attrice bonazza che non riusciva a parlare l'italiano neanche se l'ammazzavi e diceva "guèra" e "tèra"?Come si chiamava?"
"Boh.... e ccha 'nne sò?"
Però, questi italiani senza memoria!

Risposta di Anna Maria 12:26 - 10/05/12

caro signor Arturo,
lei ha espresso con la sua solita arguzia tutto quello che anch'io penso sulla nostra, e che , essendo donna, non esternavo pubblicamente, perche non si pensasse che la mia era solo invidia per cotanta bellezza mediterranea....
La saluto cordialmente,
alla prossima

 
Risposta di Arturo Curà 18:19 - 10/05/12

La ricerca della felicità

Finalmente Obama ha detto chiaro e tondo che tutti i cittadini hanno uguale diritto di formare unioni riconosciute dalla legge, gay o non gay, perchè alla legge deve importare soltanto che tu sia un cittadino nella pienezza dei tuoi diritti. Miracoli delle campagne elettorali che a volte servono a qualche cosa. Ma perché gli americani hanno Obama e noi Giovanardi? Perché gli americani sono prepotenti e grossi e hanno scelto per primi.

Vittorio Zucconi

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Perchè l’Italia ( e lei, caro direttore dovrebbe saperlo bene ) ha un doppio DNA: quello che potremmo considerare “civile”, magari cattolico ma “civile” e quello che potremmo considerare “barbarico”, magari supercattolico ma ferocemente barbarico! Quali dei due ha possibilità di vittoria?
Evidentemente l’America che “l’è lunga e l’è larga” pur con mille défaillances sta sempre un passo più avanti rispetto al nostro lentissimo Stivale da Crociera Pericolante. Se l’immagina Lei un nostro Capo di Governo, supposto che lo si trovi, capace di uscire con una idea simile a quella del Presidente “abbronzato”? I matrimoni gay? Orrore!!!
Non avverrà mai perchè avrebbe intorno troppi Giovanardi finti cristiani che, non avendo alcuna possibilità di esistere come politici, minaccerebbero stragi cattoliche. E qui da noi quelli che minacciano stragi col rischio di far cadere i Governi sempre più traballanti vengono guardati male ma assecondati in tutto poichè il nostro lento Stivale è e resterà sempre il luogo buonista della “Mamma mia dammi cento lire”, delle Donne Sante, Puttane e Berlusconiane e degli ossessionati baciapile a tradimento pronti a ficcare la manina nel cestino delle offerte… alla resa dei conti il bel paese dei Giovanardi.

Risposta di Remo Ponzini 18:21 - 10/05/12

Caro Gran Maestro Arturo,
il buon Giovanardi sa benissimo che per preservare deretano e poltrona, deve quotidianamente compiacere l'apparato ecclesiastico di Santa Romana Chiesa. E per tenere desta l'attenzione sulla sua venerabile (!) persona si è assiso sul Monte Sinai a lanciare anatemi ed a aggiungere alle tavole di Mosè l'undicesimo comandamento. Un messaggero/giustiziere divino inviato a sgominare i gay.

Ma il suo Dio non dovrebbe essere misericordioso ???
Ma lo Stato Italiano non dovrebbe essere laico ???

Evidentemente, a questo novello salafita, interessano soli i voti che può arraffare per consolidare il suo trono da parlamentare ... in saecula saeculorum. Amen.

 
Risposta di Arturo Curà 18:24 - 10/05/12

FESTIVAL DEL CIARPAME

Gentile Dott. Aldo Grasso

Di bene in meglio. Ieri sera ho voluto dare un'occhiata al "nuovo" spettacolo per bambini scemi su Rai 1 dove gli autori ( ma c'erano? ) hanno raschiato il fondo del barile televisivo: intendo, per esempio, "Campanile sera"et similia. Lo spettacolo era umiliante vista la dabbenaggine che l'ha fatta da padrona. Credo che il co-conduttore Lippi appena risorto dalle sue ceneri si sia addormentato sul più bello proprio quando l'immarcescibile Toto Cutugno ha voluto regalarci una novità: ha raccolto attorno a sè tutti i suoi apostoli e, dopo aver gridato che l'Italia è "il più bel paese del mondo" ( e infatti tutti ce ne siamo accorti ) ha dato il "la" all'Inno del bravo Italiano.
E così sia.

 
Risposta di Monica B 10:28 - 19/05/12

Signor Curà, essendo un attento osservatore della nostra televisione ci potrebbe dare una sua chicca sulle tre serate di Fazio Saviano Lettizzetto e andate in onda sul canale La7 ? Grazie

Risposta di Arturo Curà 12:29 - 25/05/12

Gentile signora Monica,
devo scusarmi per non aver risposto alla sua curiosa interrogazione a proposito del Trio Saviano-Littizzetto-Fazio. Non sempre consulto questo Forum per non apparire "autocompiaciuto" di me e di ciò che scrivo.
Dunque.
Non ho visto nessuna delle tre puntate su La7 per una ragione: non mi piacciono le "riprese" e le "ripetizioni". Le basti pensare che a malincuore avevo seguito la seconda "parte" di "Vieni via con me" su Rai3 pur essendomi entusiasmato alla "prima". E infatti l'avevo trovata stanca e ovviamente ripetitiva, visto che l'impostazione del programma costringeva gli autori e gli "attori" dentro una specie di cerimonia chiesastica. Il Programma cioè doveva essere, a mio parere, solo un "unicum", invece no. La Televisione e chi la frequenta non vedono l'ora di stendere lungaggini, tutti contenti per i risultati auditel e basta.
Quando si è saputo che Fazio avrebbe trasferito dalla Rai alla 7 il suo Rituale, ho avuto un moto di stizza.
Perchè non mi piacciono le minestre riscaldate.....
Non mi piacciono i cosidetti "remake" cinematografici ( esempio il doppione italiano della brillantissima commedia francese "Giù al nord" malgrado il suo colossale successo popolare... ma l'originale in Italia non l'averva visto nessuno!!! )
Con tutto il doveroso rispetto per Saviano, le sue performances televisive mi indispongono: non ha il ritmo giusto, è terribilmente prolisso e tetramente sussiegoso, quindi mi deprime e nel migliore dei casi mi annoia a morte. Perchè è un conto saper scrivere, un altro conto è saper parlare davanti ad un pubblico che non c'è, poichè la TV è finzione.
Con tutta la stima per Fazio non capisco questo suo incarognirsi per mettere in pista i "grandi eventi". Dovrebbe star lontano dalla TV, lasciarci respirare e fare in modo che, dopo l'assenza, il pubblico desiderasse di rincontrarlo. Invece Fazio pare rincorrere ossessivamente il successo senza pietà.
Con tutto il divertimento che mi sa regalare la Littizzetto tramite le sue scorrazzate galeotte ( ma spesso esce dai binari ) la sua presenza all'ultimo Show di cui stiamo parlando mi è sembrata l'ennesimo errore di chi non sa dire di no alle sirene televisive con il rischio della sovraesposizione.
Concludendo, gentile signora Monica, come spettatore televisivo e amante dello spettacolo ho da sempre due riferimenti che certa "gente di spettacolo" dovrebbe tener presente: Mina e Renzo Arbore.
Loro sapevano "fare 'o sciow" apparendo e sparendo coi tempi giusti.
E non mi annoiavano mai, che Dio li benedica nunc et semper.
Amen!

 
Risposta di Arturo Curà 22:39 - 20/05/12

Al Blog di Vittorio Zucconi

" CORLEONE ALLA GHISOLFA "

Dunque il “Bossi Magnifico”, quello delle ampolle padane e del vangelo secondo cui il nostro tricolore doveva servire solo per detergersi le chiappe e i centomila fucili della val Brembana erano pronti per separare il Verde Nord dai ladroni terroni e alzare i cannoni contro i “musi neri” feura d'i ball magari della Tanzania…...... ..........dunque questo “Boss(i) Magnifico”, questo potente mastino, si dice, sia scoppiato a piangere sopra le macerie della gente di casa sua. Il fatto rischia di diventare memorabile e finire sui libri di storia. Ma quando mai un Olimpico Eroe che ce l’ha sempre duro si mette a spargere lacrimucce?
Non c’è più religione, caro Direttore, o questo subitaneo ammosciamento femmineo annuncia disastri Maya?

Risposta di Remo Ponzini 22:40 - 20/05/12

Caro Gran Maestro Arturo,
l'Italia è una nazione incomprensibile e pure incommensurabile. Ogni giorno assistiamo impotenti alla selvaggia dilapidazione che i nostri "eletti" perpetrano ai danni dei cittadini contribuenti. Non solo costoro ci costringono a pagare tasse sempre più gravose per tappare i buchi che loro stessi hanno creato ma utilizzano il nostro denaro per arricchimenti personali e per dispensare, con grande munificenza, laute "paghette" ai lori figli rincitrulliti.
Mi riesce difficile pensare che in altre nazioni possano accadere e tollerare dei comportamenti così scellerati.

Tu hai fatto un "excursus", divertente ma anche drammaticamente veritiero, del pensiero bossiano ma, guardandomi intorno, mi sembra che questo andazzo latrocinante, sia un morbo che abbia impestato molti partiti e gran parte della nostra invereconda classe dirigente.
Non vado oltre perchè quando imbocco questi argomenti la pressione sanguigna e la bile deragliano paurosamente. Oltretutto, pur essendo cose universalmente conosciute, tutti noi continuiamo bellamente a farci fottere manco fosse una piacevolezza farsi inchiappettare dalle balle che ci propinano e dai misfatti che compiono a nostro danno con una cadenza quasi quotidiana.

Io non ne posso più ed evito, per quanto mi è possibile, di ascoltarli. Mi sembra che sia giunta l'ora dei forconi !!!
Ciao. Remo.

 
Risposta di Arturo Curà 16:25 - 22/05/12

IL TIFO DA SCHIFANI

Gentile Dott. Grasso,
quando si parla di Calcio l'Italia dei disvalori disvela il suo vero volto che è quello volgare, insensato e truculento del Circo Massimo ai tempi di Caligola.
Durante la partita Juventus-Napoli inutili e fastidiosi commentatori televisivi ululavano neanche avessero commentato la finale di un Mundial.
Per rendere l'avvenimento ancor più spettacolare ( da "red carpet" ) l'organizzazione ha cercato di imitare gli shows americani e, alla bisogna, hanno scritturato la stellina del momento, Arisa, che, quando è sul palco dell'Ariston può passare ma catapultata al centro di uno stadio superinfuocato ha rasentato la pena cantando " a cappella " l'inno di Mameli che ormai, visto il successo della interpretazione di Benigni, lo si mette persino nel brodo di pollo.
Dagli spalti però nessun brivido patriottico, anzi, per l'intera esecuzione sono esplosi fischi da loggione indirizzati non si sa bene a chi. Alla cantante, all'inno nazionale, al Governo Monti, al Presidente della Repubblica? In tv nessuno lo ha spiegato.
Il Presidente del Senato Renato Schifani, prontissimamente intervistato, si è detto "schifato" dal comportamento della bolgia satanica che non ha voluto riconoscersi nei celebri "fratelli d'Italia". Benissimo. Ma qualcuno dovrebbe suggerire all'onorevole che l'avvenimento non aveva alcun carattere nazionale e che l'Inno di Mameli era parso proprio fuori ruolo. Quindi...

Risposta di Remo Ponzini 16:26 - 22/05/12

Caro Gran Maestro Arturo,
ho visto solo qualche sbircio di quella partita (max 10 minuti) ma mi son perso l'ingrediente aggiuntivo di cui parli. La notizia dei fischi sbracanti l'ho appresa dai TG per le polemiche che ha suscitato. Ti dirò che in molti si sono posti lo stesso interrogativo perchè, a giostrare su quel campo, c'erano semplicemente due squadre di club.

E l'unica idea maldestra che hanno partorito le menti rattrappite degli organizzatori è stato il trito rispolvero dell'inno nazionale condito ed amalgamato ...con salsa Arisa.
La reazione del pubblico è stata senz'altro barbarica ma il pretesto per farla implodere poteva essere evitato.

La "lettura" di quei fischi perpetrati da orde selvagge non era di facile comprensione ma mi venne da pensare che, in quella pastoia, ci fosse solo della melma maleodorante. Hanno acceso il cerino ed i risultati non potevano che essere desolanti. Sarà pur vero che uno stadio non è un santuario ma un minimo di dignità andrebbe preservato anche in questi luoghi di svago.

Lo schifato Schifani, nella funzione del suo ruolo, avrò voluto preservare il napoletano Napolitano che si sarebbe imbarazzato a redarguire i suoi concittadini.
Il classico "fatti avanti tu che io non posso" di uso corrente nel mondo politico.

Stammi bene.

 
Risposta di Arturo Curà 11:19 - 28/05/12

Ieri sera al Farnese di Borgotaro ho visto il film "Diaz" che attendevo con
una certa ansia.
Ebbene, pur avendo sulle spalle più di mezzo secolo di cinema come spettatore, mai mi era capitato di essere così schiacciato e umiliato da ciò che il film proponeva.
Come si sa o si dovrebbe sapere, la Diaz verrà ricordata per sempre come uno dei luoghi dove la violenza gratuita e demoniaca ha manifestato il lato più abbietto di una umanità tornata a livelli primordiali.
Durante il celebre e detestabile G8 di Genova chi doveva mantenere l'ordine ha permesso ai famigerati Black Block di mettere a ferro e a fuoco mezza città per poi mescolarsi ai Pacifisti che sfilavano civilmente. Molti di questi ragazzi in maggioranza non italiani ( tedeschi, inglesi, francesi, greci, spagnoli ) erano stati ricoverati nella scuola Diaz per trascorrervi la notte. Poi
l'improvviso e diabolico massacro tipo strage degli innocenti.
Su questi fatti ignobili si è tardato ad avere notizie sicure, notizie che, dopo il putiferio iniziale, sono state messe a tacere e tenute volontariamente nascoste.
Non so quanti ventenni di oggi conoscano questi fatti che ricordano da vicino
le violenze naziste.
Le sequenze del film narrativamente e tecnicamente ineccepibile sono devastanti, quasi insostenibili e lasciano interdetti; sappiamo però che non si tratta di "fiction" spettacolaristica ma che sono il frutto di centinaia di testimonianze arrivate da chi quella notte aveva assistito e toccato con mano la follia del massacro. C'è ancora in corso il processo in seguito a sentenze vergognose. "Diaz" è il racconto di una insanabile vergogna esplosa nella "civilissima" Italia e dovrebbe essere il testo scolastico obbligatorio " per non
dimenticare" e per riflessioni indispensabili alle generazioni che formeranno
la cultura civica di un Paese.

 
Risposta di Arturo Curà 11:24 - 28/05/12

Alla c.a del Dott. Grasso

GRILLI AL PESTO E GNOCCHI ALLA PARMIGIANA

Che a Parma la Sinistra col candidato sindaco Bernazzoli potesse incappare in un tale catastrofico autogol non lo si poteva presagire; però nell'aria c'era sentore di bruciaticchio. Infatti già a partire dallo spettacolo pirotecnico del Grillo furioso a sostegno del giovane Pizzarotti - "Movimento 5 stelle" si era capito che per l'avversario Bernazzoli sarebbe stata una scalata faticosa. E infatti per la kermesse finale un PD troppo sicuro di sé, invece di scritturare un personaggio importante da contrapporre a quell'indemoniato di Grillo, chi ti ha chiamato? Naturalmente non un "comico vero", per esempio un Benigni, ma, aiuto, aiuto....Gene Gnocchi!
Martedì scorso impietosamente "Ballarò" ha messo a confronto i due comizi dove la performance del Gene pareva una scalcagnata improvvisazione da Corrida ai tempi del colera: battute spompate e le improponibili spiritosaggini da mercatino dell'usato sulla via Emilia. Sul palco, accanto al non-comico, tanto per aumentare vuoto e tristezza, stazionava la figurina di un Bernazzoli in penombra, assente, afasico e imbarazzato. E che poteva fare diversamente? Era il "promo" al funereo risultato delle urne cui il PD parmense sarebbe andato incontro suscitando il clamore della nazione.
Al di là di ogni considerazione "politica" mi chiedo come una Sinistra possa continuare a "farsi del male" invitando alla cerimonia più importante di una battaglia elettorale ( che dovrebbe essere una cosa seria invece che la solita cialtronata pseudo televisiva ) la "star" più bollita d'Italia. Vogliamo dire che una certa fetta di Parma, città notoriamente provinciale, sussiegosa e spendacciona abbia perduto quel senso del teatro che un tempo era una sua caratteristica?

Risposta di Remo Ponzini 11:26 - 28/05/12

Caro Gran Maestro Arturo,
il terremoto delle elezioni comunali di Parma, che ha squassato tutti i capisaldi su cui si reggevano i vecchi bastioni dei partiti italiani, è stato un chiaro monito all'intera nazione. I rintocchi del cambiamento sono risuonati in modo chiaro e tassativo. Un messaggio incontrovertibile a tutti i nostri politicanti affinchè comprendano che è scaduto il tempo delle proroghe benevoli e delle gestioni allegre della " cosa pubblica ".
Sono finite le stagioni degli abbindolamenti gattopardeschi messi in atto per tacitare, rabbonire e disporre del popolo a loro esclusivo compiacimento.

Un "rien va plus" inconfutabile quello scandito dall'ex Ducato di M. Luigia di Parma che si sbarazzato dun tratto di PDL, Lega, Udc & C..
E, come se non bastasse, ha pure messo al muro un imbalsamato PD che si trastullava pacioso nel noto " usato sicuro " di stampo Bernazzoliano.
Hanno pure estratto il jolly Gnocchi per dimostrare che anche loro avevano un comico da esibire ma alla resa dei conti questo gnocco si è dissolto nell'acqua di cottura al pari del suo tutore.

Una lezione salutare che ha travolto tutti. Per avere speranze di risorgere bisognerà che in futuro sia bandito il malaffare e l'immobilismo e che il cittadino venga posto al centro di ogni attenzione. Sempre che qualcuno voglia comprendere.

 
Risposta di Arturo Curà 19:36 - 29/05/12

LASSU' NEL CELESTE IMPERO

In mezzo o a latere delle recenti bufere sulla Santa Chiesa Cattolica Romana la situation comedy messa in scena da un sempre più furente Formigoni ha trovato un palcoscenico perfetto che neanche Broadway. Non passa giorno che le sue conferenze sdegnate contro la stampa spandifango non riempiano giornali e tv.
Purtroppo per lui i capodanni transoceanici, le cene nei grandi ristoranti, gli aerei e le barche dai nomi ovviamente improntati a indirizzi ascetici ( "Ad Mayora" ) il tutto "gratis et amore dei" cioè a spese della premiata ditta Daccò ora sotto inchiesta, gli gravano addosso senza una misera fattura... Questo altezzoso Presidente della Regione Lombardia, il cosiddetto Celeste, si affanna a contrastare i giornalisti che lo accerchiano con domande impertinenti ( "chi è lei? Come si permette? ) e intanto, meglio di un bravo autore di testi, regala gratuitamente a Maurizio Crozza una delle gags più irresistibili del panorama televisivo dell'anno: in scena un supponente cristo meneghino cerca di sgattaiolare su per le rampe del Calvario formato Pirellone, inseguito dalla folla giornalistica urlante in comica moltiplicazione.
Siamo davanti ad un nuovo Discorso della Montagna?

 
Risposta di Arturo Curà 15:47 - 30/05/12

IL SOLITO GRASSO CHE COLA

Gentile dott. Grasso,
in mattinata al bar sfoglio uno di quei libercoli che ti raccontano la rava e la fava della settimana televisiva in arrivo. Questa volta in copertina non c'è la scostumata moribonda con tetta e labbro a mongolfiera ma un Carlo Verdone ripreso in cinquantasette mosse fotoshoppate il quale, preso da improvvisa umiltà, butta lì che gli piacerebbe passare alla "fiction"...
Quoque tu, Verdone, fijo mio?
Leggo in seguito che la generosissima Rai 1 manderà in onda il 3 e il 4 giugno in mondovisione la diretta della "Cenerentola" di Gioachino Rossini con la regia di chi? Ma di Carlo Verdone, off corse, che, prima del salto nella fiction, si concede una regia lirica per la serie " è tutto grasso che cola".
Penso alle edizioni mirabolanti di "Tosca nei luoghi e nell'ora" di "Traviata nei palazzi parigini" e anche all'edizione canterellata del "Rigoletto sul Mincio" diretto col piede sinistro da un Bellocchio piuttosto distratto e comincio a dubitare sulla riuscita del Verdone formato opera buffa. Ma attendiamo e staremo a vedere...
Probabilmente per aggiungere il settore mancante lirico-vocale alla sua fervida capacità cine- letteraria ( chi non ricorda lo spottone di oltre un'ora dedicatogli dal generosissimo Fazio ) Carlo Verdone mi pare assalito da pericolosa mania di grandezza... Comunque vada a finire questa delicata operazione che, a quanto pare scivolerà nel pop televisivo alla Clerici/ De Filippi, mi chiedo perché non valorizzare giovani registi di qualità ( ce ne sono... basta scovarli ) invece che regalare al super maggiorato Verdone pure una regia d'opera.

Risposta di Remo Ponzini 16:01 - 30/05/12

Caro Gran Maestro Arturo,

Raccomandazioni, nepotismi, familismi amorali, inciucci politici. Queste sono le "pratiche" obbligatorie da perseguire per entrare nel mondo dorato della Rai.
Quando si parte da questi presupposti, cestinando la meritocrazia, ne consegue quello che hai chiaramente evidenziato.
I soliti giornalisti, i soliti presentatori/presentatrici, i soliti opinionisti ecc. che sono li da decenni e che sono invecchiati con noi.

Succede come nella politica. Quando raggiungono lo scranno si armano di attack incollatutto e non li schioda più nessuno.
Sono sempre i soliti, che si auto-referenziano, che hanno la presunzione di saper fare di tutto.
Il caso Verdone che ci hai segnalato ce lo dimostra chiaramente. Ha pure la presunzione di improvvisarsi " regista d'opere liriche " e senza avere una benchè minima preparazione alle spalle. E lo sbattono pure in mondo-visione questo tuttologo che non fa più ridere nessuno.
Mi fa pensare che potrebbe avere l'ideuzza di fare cantare la Cenerentola in dialetto romanesco.

Qualcuno potrebbe obbiettare che le critiche vanno fatte a posteriori. Certamente, ma se a dirigere quell'opera fosse stato designato un regista "vero".
Nello specifico, la " scivolata" nel pop Clerici ed affini, che anche tu hai prospettato, mi sembra inevitabile.

 
Risposta di Arturo Curà 19:15 - 04/06/12

QUELLA CENERENTOLA DELLA RAI

Alla c. a. del Dott. Aldo Grasso

La musica di Gioachino Rossini non è quella del teatro di Verdi sempre alla ricerca degli effetti e delle "parole" sceniche. E' piuttosto il Bel Canto fine a se stesso, giocato su ripetizioni funamboliche di arie vocali e strumentali. Quasi impossibile perciò trasportarla in un film-opera a meno che una geniale regia non sappia compiere il miracolo. La "Cenerentola" di ieri sera per la regia di Carlo Verdone, che non ha potuto esimersi dal\'apparire ad inizio opera neanche fosse Hitchock, è stata un'edizione squisitamente televisiva cioè priva di mordente che ha affossato la brillantezza del celebre spartito. A poco sono serviti "i luoghi" e "le ore" di una Torino sempre bellissima....
Ci sono molti perché su questa "Cenerentola in diretta" che, ad essere sinceri, in diretta non la sembrava per niente e lo si è visto subito. Sbaglio? Durante i titoli di testa i tempi parevano infiniti e a farne le spese è stata la sinfonia ridotta a inutile colonna sonora di sovrabbondanti animazioni digitali. Non era meglio mostrare l'orchestra?
Tra gli interpreti circolava l'aria un pochino impacciata, sempre in bilico tra il cantare e il recitare, mancanza di una vera regia che sapesse inventare situazioni spumeggianti alla stregua della partitura, che movesse luci e macchine da presa vivificando i personaggi, insomma che sapesse divertire lo spettatore trasportandolo dentro la bella favola rossiniana.
Tutto questo non è avvenuto, come, mi pare, fosse nel progetto altisonante di una produzione che però aveva dimenticato la ormai storica "Tosca" della Chiesa di Sant\'Andrea della Valle, di Palazzo Farnese e di Castel Sant'Angelo alle prime luci dell'alba. Bei tempi!
Più che una "Cenerentola in diretta" mi è parsa una "Cenerentola indiretta" tanto appariva lontana, preregistrata e telefonata.

Risposta di Remo Ponzini 19:20 - 04/06/12

Caro Gran Maestro Arturo,

Mi ero ripromesso di vederla questa opera, grazie all'annuncio che tu stesso avevi fatto, e mi ero segnato l'appunto su una lavagnetta ma poi mi sono dimenticato di ...consultarla. Ohimè !!!!  Mi fido un po' troppo della mia memoria ma l'età che avanza dovrebbe suggerirmi una maggiore attenzione.

Devo però darti atto che come critico televisivo, ma non solo, hai una capacità valutativa che consente, a chi ti legge, di avere una visione ed una raffigurazione completa della trasmissione sotto esame.  Non ti sfugge nulla ed anche i dettagli più remoti ,dai titoli di testa alle apparizioni improprie del Verdone, sono oggetto delle tue sistematiche censure e fustigazioni.

Hai la capacità di assimilare quello che osservi, di intravederne tutti gli aspetti e  di approfondire e sviscerare l'impegno artistico degli attori e dell'intera troupe.  Mi piacerebbe sapere che pensano di te sia Aldo Grasso che Vittorio Zucconi con cui dialoghi quotidianamente. Senz'altro proveranno (solo nel loro intimo)  stima e considerazione ma non penso che lo  manifesterebbero pubblicamente. L'invidia e la gelosia corrodono l'anima... diceva qualcuno e non credo che loro ne siano immuni.

Stammi bene.

Risposta di Arturo Curà 00:01 - 06/06/12

Carissimo Remistico,
se continui queste tue adulazioni mi vedrò costretto a rallentare i miei interventi. Credo comunque che non ci vogliano particolari propensioni "critico-estetiche" nel commentare ( e sono stato piuttosto "morigerato" ) questa assoluta schifezza Made in RAI con tutto quello che sarà venuta a costare! Parlo naturalmente dell'ultimo disastro della "Cenerentola" di Rossini.
Ma ormai le cataratte della superbiosa incapacità sono saltate e la "Diga sul Pacifico" ha seppellito ogni senso comune delle cose. Immaginiamoci la Cose dell'Arte!
Devi sapere, mio buon adulatore, che questa Cenerentola stupidamente smembrata in tre parti e in due serate ( ma perchè? ) sono stati tolti diversi "recitativi" che sono gli spunti obbligatori non solo per rendere chiara la trama ma soprattutto per movimentare il lato buffo dell'opera. E Rossini era un mago inarrivabile in queste cose. Aveva innanzitutto il senso del ritmo, del gioco, dell'ironia, tutti caratteri che in questa edizione televisiva
( diostramaledica la televisione! ) sono stati affossati nella solita melassa imbambolata stile "serata del sabato sera".
Bastava vedere come gli stessi interpreti ( a parte le due sorellastre ) non riuscivano a convincere: erano imbalsamati dentro i costumi da carnevalino in saldo e non riuscivano a dare al personaggio alcuna profondità. Insomma, forse preoccupati di "cantare bene", non gli passava nemmeno nell'anticamera del cervello di "interpretare" cioè "recitare" e rendere vivi i personaggi.
La protagonista era talmente allocchita e avulsa da tutto quello che le girava intorno, talmente imbranata e con l'occhio sempre spalancato davanti al nulla che era la perfetta incarnazione della bambolona formato Antonella nel senso della Clerici!!!
Sorvoliamo sul "Principe" che, poverello, con tutte quelle scale musicali da inseguire avanti e indietro, con gli acuti e i sopracuti affrontati col fiatone e la preoccupazione di spostarsi un po' in qua e un po' in là dietro la Cenerentola imbranata, è risultato la figura più scialba dell'opera....
Ma le colpe non si possono addossare agli interpreti; devono essere destinate a chi ha deciso di mettere in scena in questo modo sciatto un capolavoro così brillante e difficoltoso... parlo di quelli che un tempo si chiamavano i "metteurs en scène" cioè i registi più il direttore d'orchestra etc.
Carlo Verdone credo che non abbia nemmeno assitito alle prove, visti i risultati. Lui, da quel gigione che tutti conosciamo, si è arrogato il titolo di "regista" ma regista de che?
Si capiva già dall'avvio di questa via crucis rovesciata che tutto avremmo visto fuorchè un'edizione perlomeno passabile di Cenerentola.
Una vergogna.
L'Italia grillarella ma non solo da qualche tempo vuole mandare a casa tutti i nostri bravi politici. Perchè non li imbarcano sul prossimo Titanic con affondamento assicurato ( basta telefonare alla Costa Crociere ) aggiungendo la folta schiera di "artisti" teleraccomandati e senza arte nè parte, solo strapieni di loro stessi come tutti gli imbecilli del regno?
Sono incazzato perchè uno dei nostri vanti internazionali, insieme alle strepitose bellezze di palazzi e chiese e monumenti storici e pinacoteche straripanti dei più grandi pittori e scultori dell'universo è e dovrebbe essere il patrimonio musicale poichè tutta ( e dico "tutta" ) la Musica dal '500 in poi è nata proprio qui in Italia, culla delle meraviglie sinfoniche ( Vivaldi in primis cui si ispirarono tutti gli altri, a partire da Bach ) e del Melodramma da Rossini a Bellini a Donizetti a Verdi a Puccini e via elencando.
E allora quando mi vedo mettere in scena un'edizione così svilita e stupida di un capo d'opera come "Cenerentola" che devo fare se non infuriarmi?
Mi si dirà che la maggior parte degli italiani non segue l'opera lirica. E allora? Chissenefrega, peggio per loro, anche se questa volta hanno fatto bene a non seguire...... Infatti siamo chissà a quale numero nella classifica mondiale riguardante la Cultura, probabilmente sorpassati dal Burundi. Il che è tutto dire.
D'altra parte il cantore della nostra Economia Creativa al disastro più nero, il Divino Tremonti, non aveva detto che con la Cultura non si mangia e quindi di infilare la Divina Commedia dentro due fette di pane e mangiarsela come la mortadella?
Se non sbaglio questo genio era al Governo, dio lo stramaledica insieme alla TV di stato.
Il peggio però è sapere quanti italiani in un modo o in un altro gli diano ragione, magari quegli stessi italiani che gridano meraviglie quando vanno a Parigi che fa sempre chic per vedere la "Gioconda e basta" senza sapere
( rimaniamo in loco ) che, per esempio, a Porcigatone c'è una "Crocifissione" del Lanfranco e a Bardi un "Matrimonio mistico di santa Caterina con Madonna e Santi" del Parnigianino e a Bedonia un "Cristo che cade sotto la croce" di Ludovico Carracci, robe che il Louvre, se potesse, ce li ruba in due e due quattro.
Tutto sommato credo sempre di più che ci meritiamo la Stupidità criminale della Televisione più volgare e cretina del Mondo che, per tornare a bomba, spende qualche miliardo per un'opera che in qualsiasi filodrammatica di paese l'avrebbero fatta meglio.
Forse mi sono sfogato. Ma non del tutto.

Risposta di Remo Ponzini 18:23 - 06/06/12

Caro Gran Maestro Arturo,

Se le mie adulazione hanno la capacità di farti partorire delle critiche di questa portata lo farò tutte le volte che ne avrò la possibilità.
Ma permettimi di farti una precisazione sul significato del verbo adulare. Nel mio fido Zingarelli che, come sai, mi accompagna dai tempi delle medie, si afferma : " lodare eccessivamente per compiacenza, interesse, bassezza d'animo ecc. " che tradotto in linguaggio terreno significa : fare delle lodi senza che il beneficiario se le meriti ". Per oggi mi astengo dall'esternare per evitarti scosse funeste e lascio che siano altri a valutare le tua capacità ed il tuo livello culturale.
Non sono io che vado oltre ma tu che sei traboccante di modestia (c'è un limite a tutto).

Sono ormai decenni che sfoglio il Corriere della Sera e quindi so benissimo come scrive e come confeziona le critiche l'ottimo Aldo Grasso. A me non è mai capitato di leggerne una di tal lignaggio, così onnicomprensiva e così ricca di dotti saperi. Rileggiti, con animo neutro e scevro (se ci riesci), e mi dirai se vorrai. Mi dispiace che non ci siano altri a manifestare su questo forum il loro pensiero ma ti assicuro che tempo fa, dinnanzi al solito cappuccio del mattino con diverse persone che conosci, parlando e sparlando di te, io fui il più scarno/stitico a tesserti elogi. Tira tu le conclusioni.
Considera anche, come spesso afferma il buon Gigi, che la gente è molto più vocata a criticare che a lodare.

Nella tua lunga escursione critica hai poi tracimato dalla bistrattata Cenerentola alle prodezze dei nostri politici. Convengo pure io che per disinfettare la nostra Italietta occorrerebbe fare una bella imbarcata di solo andata. Poi, per essere certi del non ritorno, metterei pure lo Schettino a bordo.
Ed al Tremonti, che si pregia di essere un economista illuminato, bisognerebbe far sapere che le opere d'arte, oltre a trasondare cultura, possono pure dispensare pane e companatico. Troppo difficile da comprendere ???

Hai fatto benissimo a citare le opere d'arte di altissimo pregio del nostro comprensorio. Quello che abbiamo in casa viene spesso ignominiosamente snobbato.
Della TV hai già detto tutto tu. Basta ed avanza.

Risposta di Nicola Cattaneo 13:31 - 19/06/12

Sono fra i lettori delle chiacchiere a sfondo televisivo di Arturo e Remo, e non voglio intervenire di solito per non impiastricciare il quadro che viene fuori dai vostri dialoghi.
L'ultima recensione di Arturo, come ben sottolineato da Remo, non ha praticamente eguali secondo me per competenza, verve, e chiarezza con alcun altro critico televisivo italiano contemporaneo(salvo in questo modo Beniamino Placido che fino a fine secolo scorso era evidentemente un assoluto Re della materia), ma intervengo per segnalare una prima puntata per me strepitosa di un programma che forse Arturo non vede, il nuovo "one man show" di Corrado Guzzanti, ovviamente qualche calo c'è... però è un genio, e si vede.
Segnalo solo la frase "Monti non è sobrio, è che lo regge meglio..." o il personaggio del prete vaticanista... per cui prego Arturo se può di guardare e commentare... anche se la pensa magari diversamente da me... anzi, come ho già cercato di fare un paio di volte, stimolarlo sul peggio, ne scatena per nemesi positiva (non so se si possa usare un concetto così...) il lato migliore...

Risposta di Remo Ponzini 22:48 - 19/06/12

Caro Nicola,

Mi ha fatto molto piacere leggere il tuo intervento. Il blog, salvo qualche sporadico contributo, era ridotto ad un dialogo a due dove io, peraltro, mi limitavo a sorreggere il lavoro eccelso del Gran Maestro. Esattamente come fa, modestamente, la "spalla" con il capocomico di riferimento. La mia è solo una semplificazione in quanto il " Prode ", come tutti sappiamo, non è affatto un personaggio burlesco ma un dotto critico che spazia dal cinema, al teatro, alla TV e quant'altro. Ovviamente, un acculturato come lui, sa essere anche divertente, spiritoso e con un senso dell'umorismo smisurato.

Ho scoperto che se gli fai dei complimenti, anche se veritieri, si incacchia assai ed allora, parimenti a te che lo conosci molto bene e che hai tratto le stesse conclusioni, amo provocarlo per ottenere il massimo dalla sua feconda mente. La dimostrazione l'abbiamo avuta dai due commenti critici sulla Cenerentola di Rossini sopra esposti.
Sono entrambi trancianti ma nel primo, indirizzato ad Aldo Grasso, ha usato toni e modi misurati seppur sferzanti. Nel secondo, che mi ha dedicato dopo l'istigazione, ha invece infranto ogni barriera esplodendo con una virulenza senza limiti. Ha praticamente rifatto un'altra critica raggiungendo livelli di eccellenza che solo lui sa concepire e confezionare.

Mi sto chiedendo che cosa ci riserverà in una eventuale risposta. Considera che è molto umorale e di conseguenza ci può anche succedere che esordisca con degli aggettivi tipo debosciati, rompicoglioni o similari.
Non escludo che, senza tante scorciatoie, ci mandi, semplicemente ed elegantemente, a quel paese.
Vita dura con questi artisti. La pazienza è d'obbligo.
Ciao.

Risposta di Arturo Curà 23:22 - 23/06/12

Caro Nicola,
ti ringrazio per le "belle parole" ( si dice così? )a proposito di questi miei interventi a sfondo televisivo. Devo confessarti una cosa: il livello più che demenziale della Mamma in senso di Rai è tale e tanto che i commenti mi sgorgano irruenti al punto che e molto spesso mi autocensuro poichè all'obbrobrio attuale non c'è davvero argine!
A proposito di Guzzanti/fratello ( la sorella si è ormai annegata nel suo brodo e mi risulta indigeribile, che peccato! ) so delle sue scorribande sui programmi Sky che non ho più avendo divorziato a causa di una programmazione cinematografica sempre più ripetitiva e dequalificata. Corrado Guzzanti ha la cosidetta marcia in più ed è lontano le mille miglia dai comici ordinari che infestano il paese la cui punta massima è Zelig, pensa un po'.... è spesse volte geniale anche perchè non va a ruota di nessuno: inventa e il suo materiale si distingue per acutezza e vero senso del racconto comico.
Spero di vederne qualche spezzone.
Certe lungaggini che oggi imperano in maniera preoccupante ( vedi anche lo stesso Crozza quando si compiace troppo a "fare" i suoi personaggi irresistibili ) leggo che ci sono anche nel programma di Guzzanti che, ricordo bene, aveva questo "vizietto" anche vent'anni fa. I due ( tanto Crozza quanto Guzzanti ) si mettono su un palcoscenico facendo il teatro e dimenticano che il linguaggio del Teatro ha suoi ritmi tendenti alla lentezza.
Il linguaggio televisivo invece marcia su ritmi obbligatoriamente più rapidi e lo sketch teatrale non può collimare con lo sketch televisivo. E' una questione di ritmi.
Certo che però quando Crozza mi parla di Giulia-Sofia vorrei che la gag non finisse mai....
Un saluto.

 
Risposta di Arturo Curà 22:40 - 20/06/12

I SOCRATICI DELLA PALLONATA

Dal brulicante alveare degli inviati rai agli europei di calcio abbiamo sentito di tutto, obbligati a seguire la maratona di un calcio straparlato mai così insipiente: in pratica la Coppa Uefa dell'insopportabile cialtroneria all'italiana. Ma quanti sono, benedetto iddio, i commentatori affiancati ai cronisti, tutti lì a filosofeggiare sul sesso degli angeli a centro campo o lungo le fasce?
Mai due secondi di silenzio per farci gustare lo spettacolo bello o brutto che sia... la rai non ammette i silenzi per farci capire che è ancora in vita! Credo che almeno mezza Italia davanti a queste orde dal linguaggio corsaro abbia raggiunto la saturazione ieri l'altra sera quando si è dato fiato alla urlante stupidità campanilistica brindando alla fine con tarallucci ( i "biscotti" ) intinti nel vino di un paese tremebondo, come sempre in queste occasioni, aggrappato al colpo di fortuna e mai alla vera capacità pedatoria dei suoi eroi.
Un premio speciale credo vada all'eterno filosofo socratico che sforna saggezze da cioccolatini ormai da 50 anni. S'intende quel grillino parlante di Marino Bartoletti, "appunti perfetti".
Viva l'Italia!

Risposta di Remo Ponzini 22:42 - 20/06/12

Caro Gran Maestro Arturo,

Che ci fanno tanti giornalisti (!) al seguito del campionato europeo di calcio ???
Provo a darti qualche risposta:

Dicono ovvietà, sparano cazzate, tritano i cosiddetti ai telespettatori, vanno in vacanza a zonzo per il mondo e per fare tutto ciò li beneficiano di ghiotti stipendi e di laute trasferte.

Oltretutto sono dei veri uccellacci del malaugurio. Quando esaltano una squadra proiettandola nell'Olimpo nel volgere di qualche minuto vengono immediatamente smentiti condannandola ad una sconfitta certa.

Io ho adottato un forma di autodifesa efficientissima. Azzero il volume e me la guardo in religioso silenzio.
Amen.

 
Risposta di Arturo Curà 22:37 - 03/07/12

"BISOGNA SAPER PERDERE!" alla c.a del Dott. Aldo Grasso

L'Italietta pallonara ha mostrato ancora una volta tutta la sua insipienza da paese dei miracolati, dei furbi e dei cialtroni. Per capire tutto è bastata la notte brava dopo la vittoria contro la Germania con quella sarabanda fuori tempo che ha creduto bene di invadere strade e piazze inscenando un "trionfo ante litteram", che porta male, a botte di vuvuzelas, sicuri di essere già i vincitori del torneo. Tre giorni dopo la resa definitiva tipo Caporetto....
L'amara serata che ci ha visto giustamente soccombere sotto i colpi mortali di una Spagna imbattibile dovrebbe averci insegnato qualcosa, in primis un briciolo di umiltà. Invece la febbre nazionale pompata da stampa, televisione con l'immancabile diretta con le zone terremotate per fare un po' di sano populismo e personaggi politici di alto rango ha gonfiato la mongolfiera di chi crede di volare alto e quindi non ammette sconfitte. Che cosa credevamo dopo i primi dieci minuti, che la Spagna non sapesse concludere e mirare alla porta avversaria come qualche solone televisivo andava predicando? Già le sciagurate pantomime messe in piedi dai 1500 "inviati speciali Rai" preludevano alla giusta disfatta dei cretini ( non i giocatori! ) poiché non si può vincere solo con la supponenza dei tromboni sfiatati che alla fine chiedano ai vincitori "almeno l'onore delle armi". Che tristezza e che stupidità!
E poi, davvero non si può mettere in scena l'umiliante sceneggiata degli eroi di Prandelli fatta di abbracci disperati, volti addolorati e lacrime isteriche. Bisognava invece essere dignitosi e fare il giro del campo salutando la platea e applaudendo i vincitori. Ma per fare questo occorrerebbe innanzitutto saper perdere: in fin dei conti siamo arrivati secondi. Che si pretendeva... di vincere il trofeo ballicchiando malamente la mazurca della nonna quando contro avevamo un corpo di ballo che ci ha travolti con i passi di un mirabolante flamenco?
Anche questa volta l'Italia lagnosa e pallonara ha voluto fare lo show.

 
Risposta di Arturo Curà 13:19 - 09/07/12

TELEFONOMETRI CON L'EMOZIONE IN TASCA

Egregio dott. Grasso,
la mia capacità di digerire i troppi "telefonometri Rai" sparsi sul territorio ha raggiunto la soglia della insopportabilità. Con i loro linguaggi che dovrebbero stupirci ad ogni costo sguazzano con voluttà nel "brodo primordiale" della demenza dialettica come fossero a Cesenatico in pieno ferragosto!
L'ultimo comandamento in bocca ai nostri parlanti pre e post fascisti è "una parola sola, unica, categorica e impegnativa per tutti" : EMOZIONE! Chi non la usa è fuori dal gioco ( applausi della folla ) al punto che il povero vocabolo svilito lo si sparge dappertutto come l'acqua santa: sui terremotati e gli incidentati stradali ( è un pezzo che non cade più nessuno dalle impalcature, come mai? )le partite di pallone, i canzonettieri generosi in libera uscita e i conduttori di quiz al guinzaglio, compresi i politici e le generalesse della cucina all'amatriciana... insomma, appena ti giri, è tutta un'emozione.
Il passaggio dal sostantivo "emozione" alla creazione del verbo "emozionare" è stato un lampo da premio nobel ai tempi della signora Ventura quando, battendo le mani sulla cartellina delle isole famose, ululava da un oceano all'altro " E adesso, ragazzi, dopo la pubblicità EMOZIONIAMOCI !" ( applausi dall'isola, dallo studio e naturalmente da tutta l'Italia emozionata ).
Le schiere degli emozionabili e degli emozionandi non sono più quantificabili. La gazzarra emotiva, come un tifone afro cubano, ha saturato il paese "del dolce stil novo"; non si sente dire altro, è un effetto a catena. Come facciamo a uscirne vivi quando anche lo spread emoziona le Borse e le Masse? Lasciamo in pace la Fornero che si emoziona di suo con la lacrimuccia telegenica sul viso ma a questo punto il Governo faccia qualcosa, perdio! Se non vuole tagliare gli stipendi milionari ai politici, tagli almeno la parola EMOZIONE ai "telefonometri Rai di tutto e qualcosa di più". Forse la nazione starebbe appena meglio.

Risposta di Aldo Grasso 13:23 - 09/07/12

Parola d'ordine: emozionare!
Ogni cantante vuole emozionare il pubblico, ogni protagonista di un reality pensa solo a emozionare l'audience, ogni politico aspira a emozionare il suo elettorato. Che strana la lingua italiana: nella forma intransitiva, emozionarsi, è un verbo incantevole; in quella transitiva, emozionare, è orribile. Per questo molti lo usano. Per questo lo usano, e ne abusano, come un toccasana, capace di guarire ogni situazione. Così è nata la cultura Emo.

 
Risposta di Arturo Curà 11:15 - 12/07/12

I  MARATONETI  DEL  VITTIMISMO - Alla c.a del Dott. Aldo Grasso

“E’ normale che io debba chiedere scusa a tutti ma anch’io sono una vittima!”
Oh, perbacco!
Così parlò Schettino special guest televisivo con tanto di compenso ( forse sì… forse no ) sul tappeto rosso di uno dei tanti sottili conducenti del nulla che tanto anelano ai famigerati finti “scoop” di cui vorremmo fare a meno.
Dunque lo Scattino in libera uscita, appena approdato con l’inchino in tv, si erge a “ vittima sacrificale” ( alla stessa stregua dei vari morti sul Concordia, suppongo ) dimostrando subito quello che è.
C’è qualcuno in questa Italia dalle euromutande imbottite di arroganti furbizie che, appena pizzicato, non gridi al complotto, pronto a scaricare le colpe addosso al primo magistrato che gli passa accanto?
E infatti l’ormai celebre Nocchiero del Giglio infranto, seguendo un po’ distrattamente la rotta com’è suo stile, fa la vittima alla stregua di un qualsiasi politicagnolo che froda gli italiani a sua e a nostra insaputa, di un Lelemora che inscena il comico suicidio da “carcerato-vittima in perdita di chili”, o di un Corona che, poverino, non può osservare una legge che lo obblighi ai domiciliari notturni, proprio lui ( così pare abbia detto ) che con la notte ha sempre fatto buoni affari...
Ma stiamo scherzando?
La processione di queste anime allo sbaraglio si è trasformata in una infinita maratona di vittime designate al cui confronto quella di New York ci fa un baffo.
Nemmeno Caronte dagli occhi di bragia ce la farebbe a traghettare tutta questa popolosa disumanità.

 
Risposta di Arturo Curà 22:41 - 24/07/12

FILO DIRETTO COL PARADISO ( dona al Formiga un soccorso, un sorriso... )


Gentile e paziente dott. Grasso,
mi scuso per questo mio inserto, diciamo, postumo, ma lo spettacolino inscenato su La 7 dal duo Formigoni - Mentana di alcuni giorni fa, credo possa essere commentato anche in ritardo, tanto per sparlare di una televisione ormai deragliata e priva di regole.
Lo spettacolino sembrava un siparietto di varietà primi anni cinquanta tipo “Vieni avanti, cretino” e ha raccontato bene a quali bassezze da ballatoio siamo arrivati.
Nello studio il beatissimo Formigoni lancia anatemi contro chi si ostina a giustiziarlo a proposito di yacht, di alberghi, di cenoni da capodanno etc. , cosa che aveva appena fatto il solerte Mitraglia del TG proprio sulla stessa rete.
Ai risentimenti del Ciellino in odore di santità, il Mentana, da tempo imbevuto di onnipresenza divina, perde le staffe, piomba nello studio di Facci, scavalca i conduttori e, microfono in mano, in collegamento diretto col paradiso, si mette ad altercare con il Celeste del Pirellone.
Che momenti imperdibili!
Mi è venuta allora un’idea: suggerisco a quelli della pubblicità Lavazza di sospendere almeno per un mese il Brignano sempre meno indispensabile e offrire invece il ruolo ai due perfetti contendenti del nulla che, tra una tazzina di caffè e l’altra, sulle nuvole televisive dell’Empireo ci starebbero a meraviglia.
Inoltre vedere il Padreterno “Uno” ( Formigoni ) e il Padreterno “Due” ( Mentana ) altercare non sul sesso degli angeli in barche milionarie ma sulla bontà del caffè in "tazza lavazza" farebbe immediatamente triplicare le vendite.
In caso che la celebre Ditta non accettasse questa mia ideuzza sarei disposto a regalarla all’amico Crozza che di siparietti simili è l’indiscusso vate.

Risposta di Remo Ponzini 13:43 - 25/07/12

Caro Gran Maestro Arturo,

I tuoi duetti con Aldo Grasso sono sempre spassosissimi ed esilaranti. Nella email accompagnatoria del tuo post sopra esposto, mi avevi preannunciato che : " avrebbe aizzato le mie papille e scatenato zampilli di peccaminosa piacevolezza " e così è stato.

V'è da dire che la nostra Italietta, pur vessata da spread sempre più insostenibili, ci fornisce ogni giorno anche spunti di ilarità irrefrenabile.
"Ci sarebbe poco da ridere " direbbe il Totò ma dobbiamo pur difenderci da questa situazione che ammorba ossessivamente le nostre menti con cadenza quotidiana.
E qualche risatina fuori dalle righe non può che dare giovamento allo nostro spirito che viene costantemente intaccato da notizie economiche apocalittiche.

Non avendo assistito in diretta allo scontro Mentana/Formigoni sono andato a recuperarlo in rete. Un duo di troneggianti "padreterni", come li hai giustamente definiti che, pur lambiccandosi il cervello nel tentativo di farne uscire un bricco di decenza, in realtà ci hanno fatto assistere ad una scenetta oltremodo penosa e fatta di contrapposizioni personalistiche molto meschine. http://goo.gl/3OiME

Una idea geniale quella di indirizzarli nel mondo pubblicitario facendoli caffettare con Lavazza sospesi nelle nuvolette bianche del cielo.
Ci farebbero pure un piacere a togliere di mezzo l'insipido ed antipatico Brignani che mi costringe a pigiare il telecomando tutte le volte che lo vedo.
Alla prossima.
Remo

 
Risposta di Arturo Curà 17:12 - 26/07/12

Alla c.a del Dott. Aldo Grasso

DOPO "TANTO PEGGIO", FINALMENTE UN PO' " DI MEGLIO! "

Per grazia ricevuta la cosiddetta "Ammiraglia Rai" ha pensato bene di chiudere la serata del sabato con una "ripresa" doc: "Meno siamo meglio stiamo" di Renzo Arbore, un programma cult che molti non avevano visto diversi anni fa a causa di una dislocazione criminale ( lo show doveva iniziare alle 23,30 ma spesso slittava oltre le 24!!!! ).
Ecco, qui siamo nel vero intrattenimento dove la leggerezza, lo spirito goliardico, la professionalità e l' intelligenza sconfiggono già dopo tre minuti la banalità quotidiana dei soliti programmi stucchevoli del "più siamo peggio stiamo!" che hanno toccato il fondo della stupida banalità mascherata dietro tsunami di lustrini.
Un esempio per tutti.
Sabato scorso Mariangela Melato sale sul piccolo palcoscenico dello studio, canta "Sola me ne vo per la città" e scatta quella meraviglia che oggi nessuno più conosce.
Renzo Arbore ancora una volta dà lezione a tutti: non sbaglia tempi e ospiti, musicisti e comici, intrattenitori e pubblico. Di queste capacità si è perduta ogni traccia: basti pensare alle Clerici coi bambini, ai Pupi coi cretini, ai Principi Savoiardi che basterebbero da soli per debilitare ogni pubblico.
Hai voglia combattere lo Spread... questa italietta televisiva non sa nemmeno più che cosa sia fare spettacolo.

 
Risposta di Arturo Curà 23:48 - 25/09/12

DI NUOVO SUI MISFATTI RAI

Arturo Curà Lunedì, 24 Settembre 2012

AHI, CARUSO !!! parte prima

Gentile dott. Grasso,
quando finirà la sequenza delle "finzioni" televisive spacciate per brandelli di "storia patria" con situazioni abborracciate come recitava ieri sera una didascalia firmata dai molti ( troppi ) autori che annunciavano alla plebe che la vita di Caruso era stata qua e là "adattata" alle esigenze televisive ( sic!)? Ma quali sono queste benedette "esigenze televisive"? Quelle costruzioni che sembrano estratte dai "santini" di una volta dove una melassa impressionante di brani orchestrali che saccheggiavano impunemente Puccini, poveretto, per la gioia delle "casalinghe di Voghera"?
In questo "Caruso" è tutto precotto e stereotipato con una pletora di manichini ( i buoni di qua, i cattivi di là ) che cantano o si fanno le corna e dove in un paio di sequenze ci scappa persino un moscone che svolazza contro il vetro della telecamera. Un "cult"!
Al tempo dei veri sceneggiati anni 60 certi infortuni non esistevano e si correva subito ai ripari tagliando o rifacendo da capo la sequenza!
Che è successo alla distratta produttrice Claudia Mori... un'improvvisa mancanza di fondi o cos'altro?
Pur sapendo di farmi del male, questa sera mi inietterò in vena la seconda parte.


Risposta Grasso Lunedì, 24 Settembre 2012
Distrazione? Direi piuttosto di inadeguatezza.

 
Risposta di Arturo Curà 23:49 - 25/09/12

Arturo Curà Martedì, 25 Settembre 2012

AHI, CARUSO - LA VENDETTA

A parte le sequenze sempre più melassate che hanno caratterizzato il "Caruso 2 la vendetta" di ieri sera con abbandoni e corna e sbocchi di sangue e innamoramenti e disinnamoramenti a briglia sciolta e come sigla gli ettolitri di lacrime sugli occhi ( bellissimi) della Martina Stella, la seconda puntata ha offerto qualche raro momento di ottimo melò, per esempio il "vesti la giubba" de "I Pagliacci".
Per il resto credo che questa produzione targata Casa Celentano sia stata uno dei punti più bassi tra la miriade di proposizioni a base di preti, santi, papi, Certose di Parma e, fra poco, anche presentatori televisivi.
Nel mio commento di ieri avevo dimenticato un'altra chicca storica: Caruso che incide il disco accompagnato da una sezione orchestrale di viole e violini. E' stata una distrazione come quella del moscone che gironzolava in camera oppure una elementare mancanza di conoscenza storico-musicale?
Chi scrive una sceneggiatura su Caruso in sala d'incisione dovrebbe prima di tutto sapere che ai tempi le tecnologie discografiche erano agli albori e non permettevano agli strumenti ad arco di incidere su disco i loro suoni troppo deboli.
Infatti ( basta ascoltare un brano di Caruso ) per accorgerci che la base armonica era supportata solo da strumenti a fiato. Strumenti A Fiato! Mi sono chiesto: possibile che nessuno dei 5 o 6 autori, regista compreso, della sceneggiata napoletana più bislacca della storia non abbia mai ascoltato un brano autentico del grande tenore?
Invece, caro dott. Grasso, queste cose succedono. Un tempo certi improvvisatori venivano immediatamente cacciati dal Tempio Rai che era una bellezza.

Risposta di Perlaprecisione 06:53 - 26/09/12

Gentile maesto Curà, smetta di farsi del male e si legga un buon libro! Cordiali saluti

Risposta di Remo Ponzini 13:29 - 26/09/12

Eccolo qui il classico "Cetto la qualunque " che, nascondendosi vilmente dietro ad un nich molto qualunquistico, si permette, nella sua somma ignoranza, di insultare la persona più colta che io conosca. Si VERGOGNI e vada a pascolare altrove !!!

Risposta di Arturo Curà 13:53 - 26/09/12

Rispondo con gratitudine al signore che mi suggerisce di non farmi più del male e di leggermi qualche libro.
Gentile signore sconosciuto,
prima di tutto non sono un fanatico di televisione soprattutto della televisione di questi anni maledetti dove l'incultura è diventata maestra di vita. Guardo a spizzichi e bocconi qualche "finzione" RAI 1 per abbandonarla subito, nauseato e anche un po' piccato, visto che un po' dei miei soldi finiscono per arricchire persone che credono di fare spettacolo ma che di spettacolo poco o nulla sanno.
L'ultimo caso a cui ho dedicato un paio di commenti è stato il recente massacro più becero della storia televisiva: parlo del "Caruso" prodotto da privati ( nel nostro caso la signora Celentano ) e costato chissà quale cifra.
Mi chiedo: ma la RAI, un tempo assai rigida e soprattutto capace di confezionare sceneggiati di tutto rispetto se non di piccoli o grandi capolavori, deve per forza umiliarsi comperando certe schifezze ideate e confezionate in casa d'altri? Ancora una volta c'entrano la politica imperante, le conoscenze importanti, le spinte dei magnati per conservarsi il cosidetto "posto".
La squallida "finzione" sul celebre tenore avrebbe dovuto essere un resoconto il più vicino possibile alla vita del protagonista già ricchissima di avvenimenti. Invece squallidi manovratori di "storielle" si sostituiscono alla storia e la reinventano ( dicono loro e lo scrivono pure nei titoli di testa senza vergogna ) ad "uso televisivo" cioè producendo la favoletta alla Disney (magari!).
Quanti sono gli spettatori che ci cascano credendo di aver assistito al racconto di una vita? Purtroppo molti, stando alle cifre d'ascolto.
Così facendo non sono io a farmi del male, ma il male lo si fa proprio per chi crede che la vita di Caruso e dintorni sia stata quella vista due o tre sere fa.
Tranquilli.
Mi sa che avremo un altro bell'impatto fra qualche giorno: il racconto tv sulle vicissitudini di Enzo Tortora. Probabilmente azzardo, ma se il buongiorno lo si vede dai "promo che vanno in oda" stiamo freschi!
Secondo Lei. gentile sconosciuto, mi farò del male anche stavolta? Penso proprio di sì, ma essendo da sempre un uomo "de sinistra", diciamo che mi sono fatto le ossa.
Tanti saluti.

Risposta di Gigi Cavalli 15:05 - 26/09/12

Arturo, leggendo la risposta di Remo mi è sorto un dubbio, ovvero di aver interpretato quel commento, forse sbagliandomi, non offensivo, almeno io l'ho interpretato come un consiglio di leggersi un libro anzichè arrovellarsi le budella a guadare la TV... se così non l'avessi inteso non l'avrei validato.

Risposta di Arturo Curà 18:57 - 26/09/12

Caro Gigi,
benissimo hai fatto. Il Remistico ha invece interpretato male l'esternazione del signore che si firma "Tanto per precisare" o giù di lì. A me è sembrato un tranquillo monito a badare a cose migliori che non le sciocche "finzioni" targate Rai 1. Ma, sai come sono fatto: appena le mie narici incontrano sapori poco gradevoli, subito mi metto in trincea e imbraccio la carabina
( sono bravo; a militare ebbi persino 15 giorni di permesso a causa di una serie di punti guadagnati, non so come, durante le esercitazioni di tiro in quel di Bari... ).
Il gentile "provocatore" ha mille ragioni ma non saprò distogliere lo sguardo dai prossimi prodotti: Modugno verrà dopo, adesso ci offrono Tortora, sempre della serie "lacrimiamo, ci divertiamo e ci sentiamo nobilitati".
Che vuoi, caro Giggetto, dopo aver gustato piatti favolosi in compagnia di Bergman, Rossellini, Visconti, Pasolini, Kurosawa, Fellini, Altman, Antonioni, De Sica, Bertolucci, Bellocchio ( splendidissimo il suo recente "Bella addormentata" e via discorrendo, mi posso permettere qualche minima digressione estetica ( le orribilissime "finzioni" attuali ) se non altro per prepararmi all'agonia che certamente mi arriverà addosso giocando a dadi con lo stesso tremendo fascino della Morte de "Il settimo Sigillo"!
A presto.

Risposta di Remo Ponzini 21:28 - 26/09/12

Caro Gran Maestro Arturo,

Son ben felice di avere frainteso. Appena lessi quell'intervento telegrafico pensai : ma come si permette questo anonimo di dirti quello che devi o non devi fare. Oltretutto invitare uno come te ad andarsi a leggere un libro (proprio tu che li scrivi, fra l'altro) mi era parsa una spiritosaggine inappropriata.

Chiedo comunque scusa al signor "perlaprecisione" per le invettive nei suoi confronti ed al contempo lo invito ad evitare espressioni che possano essere equivocate.

Risposta di Roberta Camisa 09:10 - 27/09/12

Caro Arturo,
anch'io tristemente (dico così perchè, come tu sottolinei, la RAI va avanti un po' anche con i miei soldi) ho dato un occhio a un po' della fiction sul tenore Caruso, girando su qualche altro canale dopo poche scene (o meglio dopo un po' di primi piani sulla sorella gelosa Martina Stella, su cui sorvolerò) e optando per un interessantissimo doc su RAI storia sulla guerra del Vietnam e sulla strage di My Lai (sono un po' di parte in quanto sono un po' fanatica di questo periodo storico).
Sempre in tema di rimaneggiamenti sull'altare della fiction recentemente la RAI ha ritrasmesso quella su Bakita, suora africana fatta santa; curiosa ho cercato su Internet la sua vera storia e anche qui ho scoperto un po' di rimescolamenti: ma non valeva il detto "scherza coi fanti e lascia stare i santi"?
Facciamo scorta di DVD e tiriamo avanti, meglio sarebbe se rifiutandoci in massa di pagare il canone RAI!

 
Risposta di Monica B. 12:48 - 01/10/12

Signor Curà, probabilmente la precederò ma come sempre mi farebbe piacere leggere le sue impressioni de "Il caso Tortora" in onda su RAI1 in queste serate.
La leggo sempre con piacere e interesse.
Grazie Monica

Risposta di Arturo Curà 11:50 - 04/10/12

Gentile signora Monica, le rispondo seppur con ritardo.
Lei mi chiede quale sia il mio giudizio sulla "fixion" dedicata a Tortora ed eccomi qua, poichè mi invita a nozze!
"Dunque, dove eravamo rimasti? " fu la battuta arguta e piena di livore mascherato di Enzo Tortora dopo i tre anni con umiliazioni incredibili nel riprendere il programma "Portobello". Mi approprio della stessa frase nel commentare i disastri umani e culturali di una Rai ormai su una deriva inarrestabile in fatto di prodotti tutti al ribasso.
Le tremende "fixions" che ci ammanniscono dovrebbero diventare materia scolastica dalle scuole elementari in sù come esempi di cattiva comunicazione: errori storici, sequenze con dialoghi improponibili, tempi sfasati, recitazioni asfittiche, tiritere con lacrimazioni tipo Vajont, suspiria, amori inventati e appiccicaticci con abbondanza di culi scoperti in massima parte con propensione verso quelli maschili che fanno grande audience presso le celebri "casalinghe di Voghera e dintorni", tutta roba che un tempo veniva ridicolizzata come materiale "da Grand Hotel" .
Ma veniamo alla Grande Torta su Tortora.
L'argomento poteva scatenare un racconto teso, oscuro e dolente annegato nel magma di una magistratura demente come, per esempio, sanno fare benissimo i Francesi, gli Inglesi, gli Americani e dove lo spettatore non deve essere trattato come un qualsiasi lettore di "Chi" ma come una persona trascinata dentro le vicende non spiattellate alla maniera della tragica coppia televisiva Tognazzi-Izzo ( regia, interpretazione, dialoghi e sceneggiatura ).
C'è buona parte del pubblico italiano che sa ancora apprezzare la televisione buona e intelligente ma evidentemente i famigerati "sondaggi" chiamati "audience" non le danno ragione quindi.....
Questo racconto su Enzo Tortora di cui salvo pochissime sequenze è strapieno di luoghi telefonati entro cui il protagonista non sembra "il protagonista" ma una delle tante comparse spesso inutili e caricate ( gli insopportabili falsi testimoni obbligatoriamente imbecilli ).
Di questo passo la "fixion", appena meglio del polpettone musicarello sul povero Enrico Caruso, l'ho trovata noiosa. Vorrei comunque sapere perchè sia stato regalato uno spazio così ampio alla figura della giovane amante ( la Guaccero bella ma insignificante ) che nella realtà nessuno conosceva.
Un'altra occasione perduta e un'altra occasione per ridurre fatti autentici nella marmellata rai alla spasmodica ricerca degli ascolti.
Tanto per dirne una, la famiglia Tortora non ha affatto apprezzato questa " manipolazione" ad uso televisivo ed ha rifiutato l'invito a presenziare alla prima negli studi Rai.
Un saluto.

Risposta di Monica B 23:14 - 07/10/12

Gentile signor Curà la ringrazio perchè anche questa volta è stato piacevole e esaustivo. Le dico la verità che personalmente non mi sento di criticarlo, per questo motivo volevo un suo parere.
Grazie

Risposta di Arturo Curà 12:46 - 08/10/12

“44 MAMME IN FILA PER TRE COL RESTO DI DUE !”

Dopo le vacanze estive ( niente TV ) dovrei sentirmi leggero, invece no!
Ecco i Pacchi, ecco le imbecillità mattutine e pomeridiane, ecco i sermoni ispirati e spiranti del Servo di Dio Giletti che prima o poi salirà alla gloria degli altari Rai, ecco il Santuario con Plastici del Vespone rigenerato ( tira una nuova aria, ahilui! ) ed ecco a voi…
Eccetera.
Ma a farmi perdere davvero le staffe sono bastati quaranta secondi dell’iniquo caravanserraglio per Fanciulli in fiore costretti a “ lasciarci una canzone”, lo show della corazzata mammista rai 1 guidata dall’inqualificabile “Fata Turchina” che ha il potere di farmi sussultare sulla poltrona ad ogni sua apparizione. Si parla ovviamente della popputa conduttrice tutta salamelecchi e stupidaggini all’insegna della felicità a schermo piatto.
Giuro che nemmeno il celebre Schettino del Giglio e contorni mi irrita tanto!
In più quanti sono i nonni, le nonne, le zie, i papi e le mamy di queste ugole in fasce pronte a qualsiasi sacrificio pur di vedere i loro piccoli tenori ululare alla “Luna rossa me parla ‘e te…” e le loro piccole Loredane Bertè ( “Non sono una signora!” e ce ne siamo accorti da quel dì… ) ammiccare dimenando tutto il dimenabile sul palcoscenico della dementia precox?
Ho letto ultimamente varie lamentele sul criminale uso e abuso dei minori in TV e concordo pienamente, anzi, vorrei indire un Referendum contro questo programma di pedofilia musicante che offende una Nazione.
Ma non ci doveva essere una legge in proposito?
Evidentemente la forza delle Mamme Guerriere con i figli da lanciare non dalla celebre Rupe Tarpa ma dall’altra Rupe assai più ignominiosa ( intendo la televisione di stato ) è pari alle truppe napoleoniche di buona memoria prima di Waterloo.
A proposito di questa attuale “Strage degli innocenti” ( poiché di questo si tratta ) da tempo attendo speranzoso una parola evangelica se non da Paparatzi almeno da qualche alto prelato della curia pontificia ma il Vaticano ha le sue beghe e toccare questo tasto potrebbe essere controproducente. Meglio fingere e sorvolare sui mercanti del tempio: l’audience vale più di cento messe cantate….
Dovrebbe intervenire allora la Divina Provvidenza con una definitiva raffica di fulmini ( almeno una volta lo si faceva da quelle parti )-
Obiettivo: i ripetitori di Saxa Rubra intesi non come impianti elettrici ma come personaggi in carne e ossa che da lustri ripetono se stessi fino al nostro sfinimento.
Parlo dei Ripetitori Rai che sono tanti e troppi come i miagolii tettanzuoli della Clerici o le presenze nefaste di un certo qual Pupo che si deve essere comprato buona parte dei Santi in Paradiso per essere sempre lì a romperci i cowlions... e intanto sono a nostre spese.
Attendo perciò palpitante un sano temporalone biblico che faccia finalmente una bella Piazza Pulita.
Da ieri ho abbandonato i due minuti di ginnastica ai piedi del letto e mi sono tuffato in una orgiastica “Danza Tribale della pioggia”.
Sortirà l’effetto desiderato? Ma io non mollo.
"Voglio proprio vedere come andrà a finire" da Vasco Rossi.

 
Risposta di Gigi Cavalli 23:28 - 09/10/12

Caro Arturo questa volta sarò io a stimolarti l'appetito televisivo.
In queste due sere mi sono guardato il "Ragazzo della via Gluck". L'ho seguito tra una canzone cantata e una dimenticata, tra una pausa celentaniana e l'altra, tra fischi e applausi. A dir la verità mi sembra va più un karaoke che un concerto live.
Personalmente mi sono goduto tantissimo quel momento di rara democrazia televisiva a cui non eravamo abituati, mi riferisco alla controffensiva dell'arena per il fatto che preferiva le sue canzoni ai suoi sermoni e lì era ben chiara la mancanza del pubblico ammaestrato degli studi televisivi.
Ti aspetto, ma nel caso fossi tu a fare la pausa celentaniana vorrà dire che la tua TV sarà stata sintonizzata su un altro canale, ma dubito.

Risposta di Arturo Curà 11:29 - 10/10/12

Titolo: "TIRATO PER I CAPELLI"

RISPOSTA

Carissimo Gigi,
non ho visto Celentano. Dopo il suo orribile show di Sanremo mi sono dimenticato che c'è. Ma c'è a fare cosa?
A sparare pensieri sconnessi proprio da "Re degli ignoranti?" lucrandoci sopra come sempre ha fatto malgrado i suoi ecumenici principi cattolici? Oppure a massacrare qua e là canzoni che lui (lui?) ha scritto o rubato a man franca ad altri senza pagare pegno?
L'esempio più clamoroso è senza dubbio il plagio di "Pregherò" cioè di "Stand by me" di B.B.King che nella versione italiana formato "Vaticano secondo" edizioni "Clan" ( appunto! ) aveva come finto autore spudorato proprio Sant'Adriano Celentano.
Da non crederci!
Da allora il "molleggiato" mi è scaduto ed ogni volta che ho ritentato di seguire i suoi sproloqui televisivi in "mi settima" ho finito per esserne annoiato e molto spesso irritato.
Naturalmente lo scampanio mediatico dei dati auditel su cui sono sempre più dubbioso ha decretato il trionfo, come sempre quando il Nostro, controfigura perfetta dell'imbonitore di piazza paragonabile solo al Monarca di Arcore, scende in campo".
Grande ritorno di Celentano in TV!!!
E un bel "chi se ne frega" ce lo vogliamo aggiungere tra un applauso e l'altro?!?

 
Risposta di Arturo Curà 22:46 - 10/10/12

TeleVisioni: la critica in video di Aldo Grasso


Martedì, 09 Ottobre 2012



NE' CON TE, NE' SENZA DI TE



Sono convinto, caro dott. Grasso, che l'ultima "fixion" rai in ordine di tempo abbia davvero toccato il fondo di ogni scempiaggine televisiva; un calderone stracolmo di disavventure dai riferimenti letterari più squinternati 
( Manzoni, don Rodrigo, i Bravi, Salgari, Rugantino, Traviata, un po' di Trovatore, le puttane del Lungotevere che diventano crocerossine, le danze gitano/trasteverine di una Carmen/Ferrilli nel mercatino rionale pieno di Pirati dei Carabi senza Johnny Depp...).

A far sussultare il telespettatore c'erano gli zigommoni della "Capitana" sempre più confusionaria e stordita che ogni tanto abbandonava il set per riapparire nello spot sui "Sofà tutto a metà prezzo".
 Ma in fatto di sussulti non è stata da meno l'immobilità assoluta del Francesco Testi ( il partner eroe ) che prima, pur essendo sposato con una diafana contessina, ti ingravida la Ferrillona, poi muore e poi nella seconda puntata risorge come se fossimo precipitati nei meandri bui de "I Misteri di Parigi". 
Ma prima l'attore (ex grande fratello?) dà il meglio di sé regalandoci una splendida sequenza di nudità patinata by Dolce e Gabbana con Ferrilli incorporata pure lei desnuda sotto il pulviscolo di una cascata che tanto ricordava il celebre film "Laguna blu" con ben altri nudi. Pazienza. 
Naturale che a seguito del coito "en plain air" ( ma quando mai in pieno ottocento ci si sfruculiava con tale sfrontatezza che neanche nei bordelli? ) la bambina chiamata Libertà diventerà uno dei nodi della vicenda che a spizzichi e bocconi viene raccontata anni dopo alla cresciutella ignara dalla brava
 Fantesca Isa Danieli, questa sì, grande attrice.

Non intendo soffermarmi sulla qualità dei dialoghi né sui movimenti di scene in esterni dove l'improvvisazione la faceva da padrona...
 L'infinito polpettone de noantri aveva forse l'intenzione di inserirsi nella saga dei 150 anni della Repubblica Italiana? 
Qualcuno però, vista l'indegna brodaglia pseudo risorgimentale, deve aver frenato l'ardore di produttori, autori, registi ed attori ( tutta gente da saldi di fine stagione ) mettendo la fixion in quarantena. 
E ce la siamo beccata fuori tempo massimo. Ovviamente "a metà prezzo". 
Come i Sofà che hanno imperversato ad ogni interruzione dei consigli per gli acquisti.

Risposta di Nicola Cattaneo 17:07 - 11/10/12

...gli zigommoni...ahahahahah
Arturo, troppo bella questa... non la avevo ancora sentita... non so se è tua o riciclata, ma è perfetta!!! Conoscendoti direi tua, e mi sovvengono alcuni soprannomi dati a amici e conoscenti per non dubitare della tua fantasia al riguardo, ma a volte anche citare può esser meritorio...mentre come fai notare tu, citarsi addosso, come evidentemente devono aver fatto in questa "fixion", di cui ammetto di non aver visto più di 10 secondi, serve solo a dimostrare di non aver nulla da dire, per cui sarebbe meglio non far nulla. Ma è argomento di cui sono incompetente...per cui come al solito, mi affido al tuo giudizio, diciamo che dimostra che forse è corretto quanto dichiarato da una "nota" Consigliera Regionale Lombarda in questi giorni...non serve esser preparati per far politica...evidentemente non serve neanche per fare fixion cinema e televisione... quindi viva il Grande Fratello!!! e abbasso chi si prepara!
(lo so, ho infarcito l'intervento di provocazioni per te...)
Nicola

Risposta di Arturo Curà 14:00 - 14/10/12


Caro Nicola,
una volta, quando si era appena un po’ più discreti e non ci si permetteva di commentare i difetti altrui se non mettendo la sordina per non dover andare a confessarci dai preti curiosissimi, non mi sarei mai permesso di appiccicare coram populo commenti e aggettivazioni che oggi sono invece pane quotidiano ( ah, i gossipari! ).
Oggi la nostra sempre meno bella Italia con i suoi brutti improvvisatori dell’arte e della politica ci spinge a schiacciare l’acceleratore dell’ aggressione personale e sono tante le situazioni che ci spingono ad essere perlomeno volgari come loro, del resto, questi pezzenti con le pezze al viso che è come dire “le pezze al culo”, tanto oggi una faccia equivale ad un culo!
E’ il Culo che oggi impera, caro Nicola.
Vedere e sentire, per esempio, il Celeste e Diarroico Formigoni….su cui non intendo soffermarmi ( c'è un limite a tutto!).
Prova ne sia la parata quotidiana di belle ragazze fatte in serie che infestano la televisione di Stato a botte quotidiane di chiappe semoventi poiché è la chiappa messa nei luoghi giusti che sistema le cose della vita e fa diventare belli, scemi e famosi!
Ebbene sì, caro Nicola, la definizione “Zigommoni” applicata agli zigomi gommati della “celebrità del nulla” alias signora Ferrilli è mia per cui ti cedo volentieri il copyrigt nel caso di serva quando ciaccoli per le vie dei nostri paesi.
A proposito: Ferrilli con due erre o con una sola?
M’importa pochissimo, anzi, niente.
Ciao.

 
Risposta di Arturo Curà 12:54 - 17/10/12

Al Dott. Aldo Graso. Mercoledì, 17 Ottobre 2012

"IL VOLO DI ICARO"

D'accordo.
Ormai si accetta tutto dalla televisione di stato ma rimango perplesso davanti a questo Fabio Volo che svolazza nella notte di rai 3 per la seconda volta dopo che nella passata stagione a malapena era riuscito a radrizzare una barca che agli inizi pareva guidata dal celebre Schettino. "E come l'anno scorso sul mare con Schettino!" Scusi dott. Grasso ma non so resistere a certe battutacce da bar.... che è successo a questo Fabio trasvolante, onnifacente e onnipresente - dal cinema alla tv ai supervalutati "romanzi" di successo?
Questo ritorno è ancor più sfilacciato, inconcludente e non si sa dove voglia andare a parare... il conduttore, fidandosi troppo di lui, cerca il tasto dell'improvvisazione goliardica ( ahi, ahi! ) e deraglia tra gli applausi a comando di un pubblico che sbaglia i tempi della finta felicità da studio!

Ieri sera, tanto per sottolineare l'insipienza degli autori ( ma ci sono? ), il Volo in questione ci ha regalato una bella sfilza di stupidaggini che parevano le infami uscite non-comiche di Gene Gnocchi! Abbiamo visto l'altro Fabio (Fazio) in plateale fotomontaggio intervistare papa Ratzinger, una gag che ricordava male il "Papocchio" di Arbore e anche un'ospitata della Minetti cantante e atleta che ha dovuto sottostare ai giochetti per bambini scemi del Volo che offriva a ripetizione bicchieri d'acqua vuoti alla paziente signora che, essendo non vedente, stava al gioco!
Dio mio, che tristezza!
Seguiva una voce da castrato che cercava di scimmiottare la cadenza parmigiana in un pietoso servizio da Parma col nuovo sindaco a "5stelle" e si concludeva con un corrispondente da Londra che mostrava le scemenze gossipare di alcuni celebri giornali della City ( tanto per farci sapere che gli imbecilli non siamo mica sempre noi )...e avanti e avanti e avanti con un Volo demotivato e già stanco, senza la verve del piacione, sul precipizio di Icaro.
Che peccato.

A proposito di piacioneria intelligente suggerirei agli autori del programma di andarsi a rivedere qualche performance di Arbore & company, così, tanto per avere un'idea su come impiantare mezz'oretta di vero intrattenimento.

 
Risposta di Arturo Curà 18:00 - 25/10/12

IL  REGISTA  E  I  GUITTI

Molto raramente la Tv di stato ci regala momenti da non dimenticare.
Lunedì sera ho seguito la lunga intervista di Fabio Fazio a Bernardo Bertolucci dove il regista ha parlato come ormai non parla più nessuno: con semplicità, grazia e profondità di sentimenti. Si trattava di “promuovere” l’uscita dell’ ultimo suo film, in pratica l’ennesimo spot cui siamo abituati.
Fortunatamente senza l’esaltazione frivola dell’artista di turno ( vedi ad esempio Carlo Verdone et similia quando ci arrivano in casa a propinarci le loro ultime fatiche: cose che piacciono assai a Fazio ).
Bernardo Bertolucci, è il Cinema. Lo si è sentito da come ne parlava: con l'umiltà di chi, traducendo ricordi, annotazioni e immagini di attualità, racconta amorevolmente la vita.
Pareva di essere a teatro con il pubblico attentissimo e diligente che non si è prodigato nei consueti applausi fastidiosi.
Purtroppo ad inquinare la bella atmosfera di una bella televisione sono apparsi di lì a poco i soliti personaggi dello spettacolo perlomeno inutili: lo stracotto Teo Teocoli seguito da un Paolo Rossi ormai sull’orlo della rottamazione.
Come d’incanto siamo precipitati nella guitteria di stato e, per reggere il tutto, ecco le ovazioni clamorose e gli applausi a comando. Come sempre.

Risposta di AngelaBo 18:12 - 25/10/12

TROPPE PACCHE SULLE SPALLE

Seguo il pensiero del Forumista Arturo Curà che il 24 ottobre nel suo post "Il regista e i guitti" riporta la sua favorevole, condivisa impressione sull'intervista di Fazio al regista Bernardo Bertolucci, per l'uscita del suo ultimo film, in forte contrasto con i passaggi spesso imbarazzanti di attori e registi in fase promozionale alla tv.
Un incontro misurato, quello con Bertolucci, sia nei toni che nei modi, mai fuori le righe, discorsi con un capo e una coda; poi i ricordi personali legati a suo padre Attilio grande grande poeta, la nascita dell'amatissimo fratello Giuseppe, scomparso da poco; il ricordo di una partita a calcio che vide la troupe di "Salò" contro quella di "Novecento", impegnate a girare in Val Padana, a poca distanza l'una dall'altra.
Sempre domenica 21, a Domenica Live (ancora per poco, pare) era passata invece per un'altra presentazione, il cast quasi completo del nuovo film di Ponti, interpreti Ambra Angiolini e Raoul Bova, Alessandro Gassman e Rocco Papaleo, tutti presenti in studio leggermente ma visibilmente fuori registro: troppo allegri, troppo amici, troppo confidenti, troppo tutto: perfetta la definizione del nostro Forumista Curà: "l'esaltazione frivola dell'artitsta di turno", valida anche al plurale.
Le prevedibili sciocchezze, le scontate gags per far ridere con poca spesa, i toni esagitati: "Come ci siamo divertiti!" "Quanto abbiamo riso!" "Come siamo bravi!". Pure un po' di sgomitate per parlare più dell'altro e occupare il video per più tempo.
Cosa resterà di tutto questo a film visto? Ci si divertirà forse un po' di più ricordando le guittate passate in tv?

Un caro saluto al Prof e ai Forumisti

 
Risposta di Arturo Curà 18:06 - 25/10/12

VIA LA  TETTA  E  COMBATTIAMO  PER  LA  LIBERTA’ !

Egregio dott. Grasso, per avere davanti agli occhi il disastro di un Paese sbandato ed incredulo basta seguire a caso uno dei consueti talk show che occupano mattine, pomeriggi, sere e nottate.
Lunedì mi sono concesso per una mezz’ora l’ennesima pantomima di chi non ha più niente da dire ma vuol dirlo lo stesso.
Il saloon era quello del Bruno Vespa, la politica attuale era l’argomento.
Naturalmente ci sveleggiava la Sant’anchè in buona compagnia di Schifani che pareva più addormentato del solito anche perché tentare in questi giorni di far resuscitare Berlusconi e i suoi anni prestigiosi bisogna aver ingurgitato qualche chilo di valium.
Schifani pareva il soldatino giapponese in piena giungla ancora col moschetto imbracciato a guerra finita e rispondeva esterrefatto ad un Casini che ( orrore! orrore! ) si permetteva di demolire gli ultimi anni della “bungheria” arcoriana che tutto aveva promesso e nulla fatto.
Una performance impagabile.
Anche la Sant’anchè, un pochino a latere, dichiarava che il partito era allo sfascio ( ma guarda un po’! ) e che occorrevano le Primarie e magari un manipolo di “Amazzoni” che orgogliosamente rimettessero in piedi la baracca.
Dunque, malgrado il disastro e gli orridi sondaggi tanto amati un tempo, il pallino berlusconiano gioca ancora le sue carte, quelle “belle e buone delle serate eleganti”: un esercito di Amazzoni obbligatoriamente con una sola tetta come storia comanda e Antica Grecia conferma.
"Cribbio! I tempi non sono più quelli del denaro a piene mani e bisogna risparmiare e sacrificare qualcosa, care novelle Amazzoni della Libertà… Coraggio, che ci dà una mano il nostro fedele Vespa!!!"
Chissà che ne pensa la celebre Minetti, l’amazzone dentaria!

 
Risposta di Arturo Curà 13:35 - 06/11/12

RICORDANDO LE NUVOLE DI PASOLINI - Ad Aldo Grasso, Cotriere della Sera

Caro professore,
la "grande bouffe" dei politici inutili ormai ridotti alla ripetizione ossessa di se stessi ha raggiunto momenti di strepitosa insostenibilità.
Viene alla mente il breve film/capolavoro,"Che cosa sono le nuvole" di Pier Paolo Pasolini che in questi giorni occorre ricordare, dove Ninetto Davoli ( uno stupido Otello ) e un bieco Totò - Jago irritano il pubblico che insorge e li caccia dal palcoscenico.
Ed ecco le due marionette di oggi ( il Beppe Grillo Parlante insieme al Furioso Di Pietro ) occupare la scena mediatica.
Quello "dell'Italia dei valori", dopo essersi rotto l'osso del collo nell'infausta serata "Report", è esploso, come sempre, prendendosela questa volta non con Bersani, Monti, Berlusconi e Napolitano, ma contro il suo stesso partito liquidato come morto e sepolto eccetera....
A sostenerlo dall'alto del suo "Teatrino on line" ha risposto subito il Grillo parlante acclamandolo come l'unico politico serio perciò degno di diventare presto Presidente della Repubblica.
Ohilà!
Di rimando Quello "dei Valori" ( perduti ) ha iniziato ad accarezzare il Grillo visto come ultima àncora di salvezza: "Prendimi con te! Noi due siamo una forza!" ma l'altro, sazio della sua battuta ad effetto, ha fatto orecchie da mercante ed è passato ad altro.
La favola pasoliniana si concludeva con le due stupide marionette gettate in una discarica ( preludio alle rottamazioni di Renzi? ) da dove, prima della morte, scoprivano il miracolo delle nuvole in cielo.
" Ah, meravigliosa straziante potenza del creato!" esclamava Totò-Jago improvvisamente redento e assolto dal regista. Ma quello era un sogno d'autore. Purtroppo il nostro squallido teatrino quotidiano non produrrà mai simili miracoli.

 
Risposta di Arturo Curà 15:02 - 22/11/12

IL TURPE ELOQUIO

Sono strisciato per un paio di secondi sulla Sciarelli che non vedevo da almeno 15 anni e mi è toccato assistere ad un momento che pareva tratto da qualche commediaccia all’italiana with Boldi & De Sica.
Esterno casa.
Si vede oltre un reticolato con fogliame un vecchio imberettato e male in arnese che agita le braccia e insulta un carabiniere. Si tratta di uno dei tanti “mostri” così cari ai Vespini e alle Sciarelli per via dell’audience: questa è la volta di una “new entry”: il “mostro di Castelvolturno”, quello, mi è parso di capire, che ha murato moglie e figlia eccetera.
Il “mostro”, dopo aver altercato a distanza con le forze dell’ordine pretendendo di essere chiamato “dottore” o giù di lì, si è rivolto alla telecamera che insisteva nel riprenderlo ed ha sparato la duplice esilarante frase: “ Vuole vedere il sesso?… Glielo faccio vedere?”
Fine della sequenza.
Mi pare, tutto sommato, un’ottima chiusura - omaggio a “Chi l’ha visto” - programma dedito allo sfrontato sfruculiamento che dai dolori, le sparizioni, le lacerazioni familiari in diretta, è passato con disinvoltura alla televisione lussuriosa: quella con i genitali da mostrare.
Signora Sciarelli, com’era brava e casta e pura nella conduzione del tg 3! Che cosa le sta succedendo?

 
Risposta di Arturo Curà 13:31 - 02/12/12

APOCALYPSE NOW tre giorni prima del giorno fatidico ovvero l’insostenibile Pesantezza della Primarie Televisive.


1. Le stanche ed infinite piroette dell' ex Ballerino Berlusconi attorno ad un’Italia ormai definitivamente spompata e non più a sua immagine e somiglianza…
2. Gli Emili Fede che, lamentandosi di non arrivare a fine mese, lanciano un nuovo personalissimo partito davanti a quattordici seguaci più un paio di “siure” elegantissime in prima fila dal trapassato politico come fossero tornati i fasti di Re Bettino…
3. I Monti sorgenti dall’acque ed elevati al cielo con la fissa del tassametro ad orologeria sui poveracci ad un passo dalle Polverini incatenate all’albero del potere perduto ( ben le sta! ) come un’antica Ninfa dell’Olimpo amata e ripudiata da quello sporcaccione di Giove…
4. I Renzi strabordanti e smaniosi di vittorie sul ring pidiellino di pari passo con i Grilli attaccati ai megafoni urlanti della celebre “rete” da cui inveire come santoni del deserto ai tempi della Bibbia prima maniera…
5. E poi le ormai quotidiane “bombe d’acqua” per indicare colpevoli dissesti geologici sulle città e lampi, e venti e fuochi e saette scagliate direttamente dalla mano impietosa di un Padreterno ormai davvero stanco….

Secondo lei, caro dott. Grasso, bastano questi piccoli esempi quotidiani per raccontare a che punti è il Bel Paese?

 
Risposta di Arturo Curà 16:43 - 11/12/12

L’ISOLA DEI NON FAMOSI

Gentile dott. Grasso,

mi sono imbattuto nell’Isola, quella dei “non famosi” per intenderci, cioè la nuova fiction rai che annuncia durate wagneriane o, ad libitum, alla Cecil B. De Mille.
Questo lavoro piuttosto ardimentoso è condotto con abilità narrativa da quello smagato Alberto Negrin, vecchia volpe della TV no-trash, che avevo apprezzato molto nel “Perlasca” con Zingaretti anche se questa volta l'uso degli effetti speciali in scena ( aerei che precipitano e s'inabissano in mare e balene impazzite ), sfiorando qua e là il ridicolo, tradiscono il budget ristretto di una produzione che non risiede sul Sunset Boulevard ma in un'Italia che gioca al taglio. Come la pizza! Ma, allegri, fra poco il Cavaliere ribalterà tutto come il Nerone di Petrolini...
Il ritmo di una trama intricata è piuttosto sostenuto ( e anche questo è un miracolo ), la recitazione di attori in gran parte sconosciuti è più che passabile a confronto delle troppe consuete interpreti mummificate dei favoloni rai, vedi ad esempio la comicissima “Santa Barbara”. Altro punto a favore di Negrin è l’uso moderato della colonna sonora che interviene solo quando è necessario senza i seccanti profluvi di violini ( ah, la SIAE!!! ) che, lo urliamo ormai tutti, nelle fictions routiniere imperversano ad ogni sequenza riuscendo a infastidire perfino le sante “casalinghe di Voghera”.

N.B.
A scanso di irritare qualche forumista, come già avvenne, devo dire che la celebre “casalinga di Voghera” non è farina del mio sacco ma di Alberto Arbasino, che Dio l’abbia in gloria!

Risposta di Remo Ponzini 11:53 - 12/12/12

Caro Gran Maestro Arturo,

E' troppo divertente questa critica per starmene in poltrona a ridacchiare da solo. Vedo che tu continui a guardare trasmissioni dall'esito critico scontato. I più potrebbero pensare che sei un masochistico ma costoro non sanno che tu, pur sopportando queste visioni orribilis, ne trai grande beneficio/goduria a vituperarle con le tue recensioni che poi, molto gentilmente, mostri a noi ed al celeberrimo Aldo Grasso.

V'è da dire che tu hai sempre amato seguire le trasmissioni di mamma Rai. Perseveri nonostante la continua decadenza.
Speri forse che un bel di possa affacciarsi all'orizzonte un novello Arbore ? O una tracimante Mina come ai tempi di Teatro 10 ? Mi viene in mente la frase Dantesca : lasciate ogni speranza ...

Eppure una volta si riusciva a beneficiare di ottimi spettacoli con spese contenute. Io non credo che allora fossimo meno esigenti e che ci accontentassimo del classico tozzetto di pane. C'erano grandi registi, eccelsi sceneggiatori ed artisti che si erano forgiati in anni di dura gavetta. Ora il mondo mi sembra capovolto.

A presto. Ciao.

Risposta di perlaprecisione 07:07 - 15/12/12

Tanto potete censurarmi comunque, ma la mia la dico lo stesso. Al posto di continuare a piangere sui brutti programmi , consiglio caldamente la visione di Raistoiria, Rai5 e Rai Movie che fanno ottima e intelligente programmazione. Io le cose che non mi piacciono non le guardo.

Risposta di Arturo Curà 13:16 - 15/12/12

AL SIGNORE “PRECISO”

A proposito di tv poco sopportabile, mi permetto una piccola risposta al signore che si firma “per la precisione”. Ma, Dio mio, perché continuare a nascondersi sotto pseudonimi? Diventa impossibile dialogare con chi non palesa nemmeno il sesso!
Il che ha una sua importanza. Pazienza.
Ma l’anonimo “preciso” non si irriti e non mi rimbrotti se frequento i luoghi malsani della RAI TV poiché mica ci sto a cavallo notte e giorno.... da tempo infatti seguo la
RAI NASCOSTA” quella intelligente, quella che pochi vedono poichè sul digitale di casa nostra non appare e per vederla occorre usare il computer.
La mia critica nasce dal voler sapere e per sapere bisogna almeno buttare un occhio alle varie programmazioni tv, quelle che la massa segue famelicamente. Non mi prefiggo di fare il Savonarola poiché griderei nel deserto.
Mi sfogo. Tutto qui e, se qualcuno non lo avesse ancora capito, cerco di fare un po’ di sana e ironica letteratura a basso costo esclusivamente dedicata a chi mi ci butta un occhio e magari ci si diverte pure, che al giorno d’oggi è una piccola rarità.
A tal proposito, se non la irrito, eccole immediatamente la mia ultima sortita pubblicata ieri l’altro sul Blog di Aldo Grasso.

IL  PEGGIO  DI…..

Fabio Volo, simpatico ragazzo, è davvero quel genio che ci viene propinato su Rai tre come disinvolto animatore? Volo fa l’attore di cinema, scrive romanzi di successo, conduce intrattenimenti tv in cui intervista ospiti, ballicchia, canticchia, si spoglia, tenta una improbabile comicità dell’assurdo e soprattutto fa il piacione. Dopo due serate si respira noia.
La Rai ha pensato nel frattempo di allungare il brodo di questo “Volo in diretta” con il celebre e orribile “il meglio di” che spesso si riduce ad essere il peggio del peggio se non altro per le ripetizioni.
Ebbene questa bella pensata non mette in risalto i lati buoni del ragazzo ma ne glorifica solo il gigionismo debortante.
Una curiosità: quanti sono gli autori?

 
Risposta di Arturo Curà 00:03 - 18/12/12

PIANGIAMO TUTTI AL TELEFONO

Non so se lei, carissimo Aldo Grasso,abbia visto solo di sfuggita la serata RAI Uno dedicata a Domenico Modugno e condotta, naturaliter, da Giletti, diciamo, in gran sformato... Io ne ho visto solo una parte, la seconda ( ma la prima non deve essere stata meglio dove si filosofeggiava sulle canzoni antiche che, per vivificarle, sottolineavano due o tre Dottori della Legge, bisogna distorcerle (distorcerle?) con interpretazioni attuali e personali tipo rottamazioni canore vedi per esempio il massacro che mi è capitato di sentire de "La Libertà" di Giorgio Gaber letteralmente massacrata da Emma che non sa nemmeno il contenuto della canzone ( e infatti cazzeggia con la voce per far sapere al volgo che lei "sta interpretando" e cioè rende più moderne le idee di Gaber. Poverina... ascoltare per credere su RTL questa sua performance per lo meno inutile...)
C'era poi un Dottorone della Legge Musicale che sanciva il fatto incontrovertibile secondo cui oggi gli stessi cantanti d'opera non cantano più come Caruso o come Mario del Monaco ( e io dico:"purtroppo"!).
E avanti con la cultura fritta per le grandi masse che non sanno distinguere " il Trovator dalla Semiramide" come canterellava la celebre canzonetta milanese anni 40/50 "I pompieri di Viggiù".
La seconda parte dello "show" me la sono ciucciata per intero ( ho lo stomaco buono ) e credo di non aver mai assistito ad un tale funerale di parole, opere ed omissioni a partire dai tre morituri di spicco guidati da un Massimo Ranieri nero come la pece, appena passato sotto i ferri della restaurazione pilifera. Non voglio infierire sulla non voce di un Toto Cutugno ritoccatissimo e sulle scemenze ormai storiche del nonnetto de noantri Banfi con lacrima finale che sulle tombe ci sta sempre bene.
Questa gente della TV dell'aldilà che, guarda caso è andata a ricercare nelle teche il Modugno più svilito, non ha capito un'acca dell'importanza del cantante/attore che era salito alle glorie mondiali con "Nel blu dipinto di blu".
Si è rimasti lontano dai capolavori in lingua siciliana ( "Lu pisci spadfa" etc ), svolazzando dentro filmati devastanti e, dulcis in fundo, riesumando per intero "Piange il telefono" cui certamente si erano ispirati gli autori di Arbore nel film "Il Papocchio"che diceva “Non piangere papà, la mamma è morta già sull’autostrà” etc.
Vedendo tutto ciò si è capito a quale tristezza la Rai ci confina quando c’è la riesumazione storica dei grandi nomi.
Meno male che, ad un certo punto, in mezzo alle laudi e agli applausi degli ospiti e del pubblico in adorazione per questo sciagurato famoso duetto Modugno-Bambinella antipatica, si è sentita la voce risentita di Luzzato Fegiz che, come un novello Fantozzi, ha gridato lasciando di stucco tutto lo studio partenopeo, quello che stravede e strasente per i neo melodici in odore di mafia:
- Mi dispiace ma "Piange il telefono" è una cagata pazzesca! -
Io solo l'ho applaudito. Da casa!

 
Risposta di Maria Giovanna 14:09 - 20/12/12

Signor Curà, non vedo interventi ispirati allo spettacolo di Benigni, non sarà per caso anche lei scandalizzato dalla cifra che tutti noi abbiamo pagato? Nel caso voglio ricordarle che è andata ben oltre i cinque milioni di euro.
Grazie per una risposta

Risposta di Arturo Curà 13:19 - 21/12/12

Gentile signora Maria Giovanna,
a proposito della sua richiesta ecco la mia risposta che è finita nella rubrica “Televisioni” di Aldo Grasso - Corriere della Sera.

BENIGNI SUPERLATIVO

Mi sono accostato alla serata Benigni con un pizzico di timore che il “nostro geniale folletto” cadesse nella ripetitività del suo repertorio ormai conosciuto alla perfezione. Invece no.
Dopo il lungo incipit dedicato ( e come non poteva essere? ) in massima parte al nuovo (?) Berlusconi, Benigni ha messo mano ai paragrafi più importanti della nostra Costituzione ed è scattato subito il fascino della sua intelligenza sottile, profonda e coinvolgente. Mentre le sue parole correvano nel famoso tempio di Federico Fellini, lo Studio 5 di Cinecittà trasformato in una specie di Pantheon forse fin troppo lussuoso, davanti ai miei occhi correva la situazione politica di questa Italia che non solo ha dimenticato la lungimirante saggezza dei Padri Fondatori, ma pare non abbia sfogliato una pagina della nostra Costituzione visti i risultati che ( lo stiamo vedendo da troppo tempo ) contravvengono puntualmente, paragrafo dietro paragrafo, ai suoi principi.
Grande generosità dell’attore con una preziosa performance da mandare a memoria, cosa purtroppo che riesce solo a lui che ha parlato per due ore e dieci minuti tuffandosi anima e corpo dentro la bellezza dell’argomento.
Finalmente una specie di luminosa Stella Cometa scesa a confortarci.
Commovente.

Per quanto riguarda la fase economica dello spettacolo, non mi scandalizzo affatto della cifra pattuita tra RAI UNO e BENIGNI. Sono ben altri gli scandali della nostra Televisione. Un esempio: quanto percepisce Mara Venier per condurre una trasmissione demenziale? Quanto intasca Bruno Vespa per il suo teatrino imbarazzante? E la catena sarebbe lunghissima: uno fra i tanti ( questo sì scandaloso ) il “grande e grosso” Giuliano Ferrara che per tre minuti quotidianamente percepiva tre mila euro a sera per il suo flop “Radio Londra” a nostre spese. Benigni, volenti o nolenti, ha una caratura internazionale… può piacere o meno… però ogni volta che s’affaccia in TV raccoglie milionate di spettatori e,di conseguenza, milionate di sponsorizzazioni.
Ho letto in questi giorni diverse persone che sui blog nazionali hanno semplicemente risposto agli scandalizzati italiani che la trasmissione di Benigni è venuta a costare ad ogni spettatore solo “ 5O centesimi di euro”. E poi, per concludere, io sono del parere che un VERO ARTISTA ( e di veri ce ne sono assai pochi ) debba essere remunerato alla stregua di Michelangelo o di Raffaello che, si sa, si facevano giustamente pagare come i banchi.
Perché? Perché hanno regalato al mondo cose preziosissime esattamente ( questo è il mio parere ) come la parte dedicata alla lettura della Costituzione Italiana raccontata, esaltata e giustamente glorificata come mai nessuno di noi avrebbe potuto immaginare. Passerà alla storia questo Benigni di lunedì scorso, anzi, a parer mio c’è già passato. Staremo a vedere se gli Italiani faranno tesoro di un tale mirabolante invito. Da parte mia ho qualche dubbio. Chissà!
Molti auguri di un felice Natale.

Risposta di PK 15:24 - 21/12/12

Lei ha guardato benigni e lo ha definito sostanzialmente un genio? Fortunato lei, per me resta una merda d'uomo dopo la serie di dichiarazioni sul suo cachet e le buone intenzioni di devolverlo in beneficenza... ormai non gli crede più nessuno, o forse no, quei milioni di italiani che lo hanno entusiasticamente guardato.

PK

scusa Gigi, ma non trovo altro termine per descrivere il comportamento di quel truffatore di benigni.

Risposta di Arturo Curà 11:23 - 23/12/12

Sono esterrefatto davanti ad una aggressione di questo tipo. Un’aggressione di inqualificabile volgarità.
E mi spiego.
Prima di tutto non devo sentirmi trattato come uno sciocco demente da uno sconosciuto con il “non nome” di PK per il solo fatto che ho elogiato la serata di Roberto Benigni.
Infatti, tanto per parlar chiaro, l’anonimo imperversante PK dovrebbe sapere che se definisce Benigni “una merda d’uomo” ( espressione squisitamente fascista ) alla stessa stregua definisce me che l’ho elogiato.

Si vergogni, signor anonimo.
Un Artista ( e Benigni, lo ribatto, lo è davvero ) va comunque sempre rispettato e inveirgli contro aggrappandosi al cachet ricevuto mi pare un’azione miserabile e tristemente rancorosa. Ora per lei, anonimo imperversante, Roberto Benigni non è solo “una merda di uomo” ma anche un “truffatore”.
Per concludere devo dire che siamo su opposti binari: io guardo l’intelligenza di un uomo, lei invece guarda il denaro che lui ha in tasca e che lei bramerebbe molto avere. Peccato che non abbia le capacità per poterci arrivare.
Per questo fa il moralista da caserma.
Buon Natale.

Risposta di Vinicio 18:03 - 23/12/12

PK, condivido il contenuto ma non la forma. “Forma è sostanza” canta Lindo Ferretti ed è così…
Curà, lei abusa del termine “fascista”. Tiritera squisitamente Komunista.
I suoi interventi mi ricordano la Pravda, parola-verità.

Buone Feste a tutti.

Risposta di PK 10:57 - 24/12/12

Lei, Maestro, guarda l'intelligenza dell'uomo benigni? Io guardo l'uomo che dichiara di devolvere in beneficenza una cifra spropositata e poi non lo fa, per me è una merda d'uomo. Non è il fatto che prenda tanti soldi, possono dargliene anche il doppio, ma forse le sfugge che dichiarare di offrire un congruo aiuto ad un istituto pediatrico e poi non farlo è, a mio avviso, cosa spregevolissima. (punto e basta).

Per la forma? è vero, è dura, pensavo che gigi non lo passasse il termine coprolitico, ma la sostanza non cambia, se per qualcuno benigni è un modello sicuramente non lo è per me.

PK

 
Risposta di Arturo Curà 20:09 - 04/01/13

CONCERTINI CONTRO CONCERTONI

Da anni ho smesso di assistere al Concertone lirico che la Rai ci propina dal Teatro La Fenice di Venezia.
Le dico, dott. Grasso, che sono un patito del genere operistico ma questa bella pensata RAI, che poteva essere destinata in altri momenti, è venuta a disturbare quella super “sonica” del concerto con musiche di Strauss e consimili da Vienna.
I due avvenimenti abbinati ( diretta per Venezia, differita per Vienna ) non reggono: la semplice compiutezza viennese, prodotto ottimamente costruito dove allegria, leggerezza, eleganza e qualche “scherzo” tra musicisti che non guasta in tema di auguri travalica la pensosa sarabanda lirico vocale purtroppo sempre uguale a se stessa in un rituale asfissiante che finisce per inquinare gli assolo, i duetti etc. fini a se stessi poiché, com’è noto, l’estrapolazione di brani dall’opera integrale nuoce. Ma sembra che gli italiani, in genere ignoranti di musica lirica ( chi va all’opera? ), prediligano i “pezzi chiusi” quindi avanti col “Nessun dorma” reintitolato scioccamente “Vincerò” in attesa spasmodica del do di petto finale o con il ritritatissimo “ Libiam nei lieti calici” che, dentro “La Traviata” è semplicemente la perfezione e immesso in una rassegna di brani esibizionistici iventa la solita “pappa col pomodoro”. Perché la RAI è riuscita a rovinarci anche il tradizionale Concerto di Capodanno? Mi possono dire dalle alte sfere che mamma rai è generosa perché mette in onda pure il concerto di Vienna, sì, ma in differita, dico io. Il che mi pare cosa ben diversa.

 
Risposta di Arturo Curà 20:11 - 04/01/13

SUDISTI, RIBELLATEVI

Sono transitato ieri a mezzanotte passata su uno sconosciuto varietà (varietà??? ) rai 2 nuovo di zecca. Impatto micidiale. Infatti in mezzo a un bel numero di guitti una delle due conduttrici "soubrettes " ( soubrettes??? ) era la Gregoraci, esempio perfetto di chi non sa fare una mazza e proprio per questo va in TV. Dello Show ( Show??? ) bastava il titolo per cambiare canale: " Made in sud". Premetto che non sono affatto un feroce leghista ma perché devo succhiarmi un Sud finto ( spero a sua insaputa! ) che smercia stupidità e incapacità a tutto volume? Non ho visto il corpo di ballo e forse me la sono
sfangata. Ho visto purtroppo due o tre comici ( comici??? ) che erano la quintessenza del riciclo; però ad ogni battuta ( battuta??? ) c'erano gli "imboccati" di turno che si scompisciavano dalle risate in primo piano "così la mamma mi vede".
Una tristezza, caro Professore. E dovrei pagare il canone per queste stronzate? Sudisti, ribellatevi. E' ora!

Risposta di Vinicio 21:56 - 04/01/13

Il canone lo paga per benigni...

 
Risposta di Donatella 22:24 - 11/02/14

Mi manca questa vostra rubrica, c' è motivo per non leggervi più ?
Il signor Curà era piacevolissimo da leggere, mentre i battibecchi che ne seguivano con i lettori un vero spasso.
Un caro saluti a tutti e W la TELEVISIONE

 
Risposta di Monica 10:23 - 18/12/14

Signor Cura', sono tornata su questo piacevole argomento credendo di trovarLa ma sono rimasta delusa. Avrei desiderato leggere un suo riferimento allo spettacolo Rai 1 di Roberto Benigni su i 10 Comandamenti.
Grazie Monica

 
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